Lavoro, peggiora in Italia gender salary gap: per colmarlo servono più di 50 anni 

Resta ancora molto basso l'accesso delle donne alle posizioni apicali

Peggiora il gender salary gap in Italia. A parità di lavoro con un collega uomo, nel nostro Paese, di fatto, è come se una donna cominciasse a guadagnare dal 6 febbraio, prima di quella data lavora gratis.

Lo rileva l’Osservatorio JobPricing (quest’anno in collaborazione con Spring Professional e Fondazione Libellula) nel suo studio annuale.

Dopo una diminuzione del gap vista nel periodo 2016-2018, nel 2019 la differenza retributiva tra uomini e donne è peggiorata, attestandosi all’11,1%, pari ad oltre 3.000 euro lordi annui a sfavore delle lavoratrici. Questa brusca frenata, sottolinea l’osservatorio, allunga i tempi di raggiungimento della parità salariale, stimati in non meno di 55 anni.

Ma le brutte notizie non finiscono qui. Resta ancora molto basso l’accesso delle donne alle posizioni apicali specie  nelle aziende private.

Il Gender Pay Gap cresce al diminuire della categoria contrattuale ed è più alto fra impiegati e operai, che fra dirigenti e quadri: a parità di inquadramento contrattuale, le donne hanno sempre una retribuzione inferiore rispetto ai colleghi uomini. Il divario retributivo è più penalizzante tra gli operai (11,3%), seguito dal gap tra gli impiegati (11,1%), dal gap tra i dirigenti (8,8%) e infine quello più contenuto tra i quadri (4,4%).

Nonostante i passi avanti fatti negli ultimi anni, la strada verso la parità è ancora lunga e piena di ostacoli. Una donna guadagna meno di un collega maschio sia a parità di ruolo professionale che di settore d’impiego: da un’analisi statistica condotta sul database di JobPricing, nel 77,8% dei casi gli uomini hanno retribuzioni superiori alle donne, situazione  estesa a tutti i settori professionali.

C’è poi un altro dato che fotografa lo “sbilanciamento”. Quando gli uomini guadagnano più delle donne il gap a loro favore può arrivare al 28%, se invece sono le donne ad avere una retribuzione migliore il gap a loro favore arriva al massimo al 15,4%.

Non manca però una eccezione. Gli unici tre settori, prosegue l’Osservatorio, dove in media le donne risultano avere stipendi superiori sono edilizia, utilities e agricoltura, dove tuttavia l’effetto potrebbe essere determinato dalla bassa rilevanza statistica del genere, dato il numero molto ridotto di donne occupate in queste industry. Infatti, in tutte le industry con occupazione femminile superiore al 40% la retribuzione degli uomini è  sempre superiore.

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