Lavoro, obiettivi governo su produttività a rischio

L'analisi dell'agenzia di rating europea Scope evidenzia che egli ultimi 20 anni la produttività italiana è rimasta sempre sotto la media europea e che i target fissati non sono raggiungibili

La produttività del lavoro italiana si è deteriorata negli ultimi 20 anni, continuando a stazionare in modo persistente sotto alla media dell’area euro durante i periodi di espansione e contrazione economica. È quanto è emerso da un rapporto condotto dall’agenzia di rating europea Scope. In particolare, la crescita della produttività è diminuita dalla seconda metà degli anni ’90, quando era prossima a 1%, per ristagnare in media intorno allo 0% dal 2010.

Dubbi sugli obiettivi del Governo

“Questo record mette in dubbio la capacità del governo di raggiungere il suo obiettivo implicito di crescita della produttività media di 1,4% per il periodo 2025-2050 che sostiene anche gli obiettivi di crescita a medio termine – si legge nel rapporto –. Osservando le passate dinamiche della produttività del lavoro in Italia dal 1995 al 2019, si evidenzia il differenziale di produttività e crescita della produttività tra nord, centro e sud”.

Aumenta il divario tra il nord e il resto d’Italia

Nello specifico, il report ha evidenziato che i divari di produttività nord-sud e nord-centro hanno continuato ad ampliarsi dal 1995, mentre i livelli di produttività delle regioni centrali e meridionali sono per lo più convergenti: le Regioni del centro infatti sono diventate relativamente meno produttive, mentre quelle del sud stanno recuperando terreno. I tassi di crescita non hanno superato l’1% in cinque anni dagli anni ’90 e sono rimasti, in media, intorno allo 0% per i 10 anni pre-Covid in tutte e tre le aree del Paese. Il risultato è che la produttività italiana è stata in media di 0,84 punti percentuali inferiore a quella dell’area euro negli ultimi 20 anni.

Serve una crescita mai registrata negli ultimi 30 anni

L’analisi ha quindi calcolato che raggiungere la crescita della produttività a lungo termine ipotizzata dal governo di circa l’1,4%
richiederebbe un aumento persistente della produttività tra 1,2 punti percentuali e 1,4 punti percentuali, in media, nei prossimi 30 anni per tutte le regioni del Paese: un livello mai osservato dagli anni ’90. “Mentre i fondi Next Generation EU di 192 miliardi di EUR nel periodo 2021-26 potrebbero fornire un importante impulso, insieme ai fondi strutturali e di coesione europei, l’entità della sfida e la necessità di sostenere lo slancio delle riforme dopo le elezioni del prossimo anno potrebbero mettere in dubbio la realizzazione delle ambiziose ipotesi di produttività”, conclude il rapporto.