Lavoro: nei primi cinque mesi dell’anno le assunzioni nel settore privato mettono la freccia (+9,8%)

+70mila contratti stabili, +45,7% su anno: lo rileva l'Osservatorio sul precariato dell'Inps

(Teleborsa) Eppure si muove. Lentamente, a piccoli passi, ma arrivano segnali positivi per il mercato del lavoro. Secondo i dati contenuti nell’Osservatorio sul precariato dell’Inps, crescono le assunzioni nel periodo gennaio-maggio 2018 riferiti ai soli datori di lavoro privati. Il dato segna un +9,8% rispetto allo stesso periodo del 2017, con i contratti a tempo indeterminato che hanno fatto segnare un +3,1%, i contratti di apprendistato un +13,7%, i contratti a tempo determinato un +8,4%, i contratti stagionali un +7,0%, i contratti in somministrazione un +21,5% e i contratti intermittenti un +8,8%.

CONTRATTI STABILI + 70.000 – Nei primi cinque mesi dell’anno, inoltre, si conferma l’aumento delle trasformazioni dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato (+70.000), che registrano un forte incremento rispetto al periodo gennaio-maggio 2017 (+45,7%).

In contrazione risultano, invece, i rapporti di apprendistato confermati alla conclusione del periodo formativo (-18,4%). Le cessazioni nel complesso sono in aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+14,3%): a crescere sono le cessazioni di tutte le tipologie di rapporti a termine, soprattutto i contratti a tempo determinato e in somministrazione, mentre diminuiscono quelle dei rapporti a tempo indeterminato (-4,1%).

Nel periodo gennaio-maggio 2018, nel settore privato, si registra un saldo, tra assunzioni e cessazioni, pari a +748.000, di poco inferiore a quello del corrispondente periodo del 2017 (+767.000). A maggio 2018 questo saldo risulta pari a +443.000, in linea con quanto registrato ad aprile (+447.000). Rispetto al mese precedente migliora per il quinto mese consecutivo la variazione tendenziale dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato che rimane però ancora negativa (-39.000); risulta positiva e in aumento la variazione dei rapporti di somministrazione, di apprendistato e di quelli stagionali; per il tempo determinato e l’intermittente si registra una variazione tendenziale ancora significativamente positiva seppur in progressiva riduzione.

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