Lavoro, meno occupati nel trimestre

-52 mila unità rispetto al trimestre precedente ma su anno si mantiene un saldo positivo (+147 mila)

Mercato del lavoro in leggero peggioramento. E’ questa la fotografia scattata dal Rapporto trimestrale sull’occupazione, elaborato congiuntamente da Istat, Ministero del lavoro, INPS, INAIL ed ANPAL sui dati relativi ai flussi ed agli stock di posizioni lavorative.

Meno disoccupati ma la creazione di posti di lavoro frena

Dal rapporto emerge che l’occupazione è calata nel 3° trimestre, attestandosi a 23 milioni e 255 mila occupati, con 52mila posti in meno, pari ad un -0,2%, rispetto ai tre mesi precedenti. Gli effetti di trascinamento consentono comunque di registrare ancora una crescita a livello tendenziale (+0,6% per 147 mila unità), seppur rallentata rispetto al recente passato.

Calano anche i disoccupati, che sono 141 mila in meno, ma a questa riduzione viene controbilanciata dall’aumento del numero di inattivi, pari a 123 mila unità, portando il complessivo a 13 milioni 299 mila unita’ (nella fascia di eta’ 15-64 anni).

Nei dati destagionalizzati il tasso di occupazione 15-64 anni (58,7%) rimane ai livelli pre-crisi, vicino al valore massimo del secondo trimestre 2008 (58,8%), e il tasso di disoccupazione (10,2%) è il valore più basso dal primo trimestre 2012.

Lavoro dipendente con meno ricorso ai contratti a tempo

Il lavoro indipendente torna a diminuire a livello congiunturale (-28 mila occupati, -0,5%) mentre continua ad aumentare in termini tendenziali (+53 mila occupati, +1,0%).

Cresce a piccoli passi il lavoro dipendente: le attivazioni sono state 2 milioni 462 mila e le cessazioni 2 milioni 446 mila, determinando un saldo positivo di appena 15 mila posizioni di lavoro dipendente. La crescita riguarda soprattutto i servizi di mercato (+15 mila posizioni) e l’industria in senso stretto (+7 mila) mentre si riduce l’agricoltura (-11 mila posizioni).

I contratti sono perlopiù a tempo indeterminato: l’aumento congiunturale delle posizioni lavorative dipendenti riguarda le posizioni a tempo indeterminato (+42 mila), grazie alle trasformazioni (+114 mila), mentre quelle a tempo determinato si riducono lievemente (-27 mila), per la prima volta dopo una crescita ininterrotta dal secondo trimestre 2016.

Nel confronto su base annua la domanda di lavoro dipendente risulta aumentata di 373 mila unità: 118 mila in più sul lavoro a tempo indeterminato e 256 mila in più su quello determinato.

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