Lavoro: quali saranno le lauree più richieste nei prossimi 5 anni

Le tendenze del mercato del lavoro e le professioni che offrono maggiori opportunità

Il binomio laurea-lavoro è probabilmente quello che più oggi preoccupa giovani studenti e famiglie. Investire energie e denaro in un percorso di studi che non garantisce alcuna possibilità di carriera, infatti, è una delle paure più diffuse tra chi si ritrova a dover scegliere cosa fare dopo il diploma.

Per cercare di andare incontro a studenti e genitori, questi ultimi sempre più concentrati a indirizzare correttamente i propri figli, Unioncamere e Anpal con il Report Excelsior hanno messo nero su bianco quelli che sono gli sviluppi e tendenze del mercato del lavoro oggi, cercando di individuare le professioni che in futuro offriranno maggiori opportunità ai laureati.

A tal proposito, a partire da una elaborazione dei dati forniti dal Miur, è stata elaborata una lista delle lauree che saranno tra le più ricercate nei prossimi 5 anni, che fa luce anche su quelli che sono i mestieri sui quali oggi ci si dovrebbe formare se si ha paura della crisi occupazionale.

Ai primi tre posti della classifica troviamo:

  • lauree in ambito medico – sanitario, con una richiesta di personale compresa tra le 171.400 e le 175.800 unità nei prossimi anni;
  • lauree in ambito economico, per cui la richiesta di personale nei prossimi anni sarà compresa tra le 151.800 e le 162.200 unità;
  • lauree in ingegneria, settore dove la richiesta di personale sarà compresa tra le 126.800 e le 136.400 unità nei prossimi anni.

A seguire, in classifica, troviamo:

  • lauree in ambito giuridico (da 98.000 a 102.900 unità);
  • Insegnamento / Scienze Motorie (da 91.900 a 96.800 unità);
  • lauree di indirizzo politico-sociale (da 59.600 a 62.900 unità);
  • lauree in ambito letterario (da 56.100 a 60.000 unità);
  • lauree in Architettura (da 56.000 a 59.400 unità);
  • lauree in ambito linguistico (da 34.000 a 36.800 unità);
  • lauree in ambito scientifico, matematico e fisico (da 28.900 a 30.600 unità);
  • lauree in ambito psicologico (da 25.600 a 27.000 unità);
  • lauree in ambito chimico-farmaceutico (da 24.900 a 26.600 unità);
  • lauree di indirizzo geo-biologico e biotecnologico (da 15.200 a 16.500 unità);
  • lauree in ambito agroalimentare*** (da 12.300 a 13.100 unità);
  • lauree di indirizzo statistico (da 6.500 a 6.800 unità).

Dallo studio, inoltre, è emerso che nel periodo che va dal 2019 al 2023 i neo-laureati saranno di numero minore rispetto alla richiesta di personale laureato. Nel prossimo quinquennio, infatti, il totale dei neo-laureati ammonterà a 893.600 unità, contro una domanda di personale laureato che andrà tra le 959mila e le 1.014unità. Il 60% delle aziende alla ricerca di professionisti qualificati, inoltre, si concentrerà nell’assunzione di lavoratori che hanno conseguito la laurea o almeno il diploma, mentre le richieste per i profili tecnici saranno minori e si manterranno intorno al 35%.

Le opportunità, comunque, non mancheranno, basterà solo saperle cogliere al volo e non farsi trovare impreparati su quelli che, stando alle stime riportate, sono i settori dove è più probabile riuscire a fare carriera.

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