Lavoro in nero in calo, ma evasione supera i 22 miliardi

Una impresa su tre si avvale di lavoratori non in regola

(Teleborsa) – Scende ma resta pur sempre consistente l’evasione fiscale e previdenziale nel nostro Paese: secondo l’indagine di Fondazione studi Consulenti del lavoro nel 2016 si è attestata a 22,6 miliardi di euro, contro i 25 miliardi del 2015. In calo anche il cosiddetto lavoro in nero, con 1,8 milioni di occupati irregolari nell’anno in corso, circa 250 mila unità in meno rispetto al 2015. Sul calo del nero pesa lo sgravio contributivo che ha spinto le aziende a far emergere rapporti irregolari. Il dato tuttavia è ancora preoccupante, se è vero che nei primi 6 mesi dell’anno in media un’azienda su 3 tra quelle ispezionate si avvale di personale in nero: su oltre 67mila realtà’ produttive passate al setaccio sono stati riscontrati 21mila impiegati irregolari.

Nel dettaglio le inadempienze riguardano sostanzialmente i fenomeni di elusione (ad esempio, il mancato assoggettamento ad Inps e Irpef di parte della retribuzione corrisposta), lavoro parzialmente sommerso (ovvero i rapporti avviati part-time che, invece, di fatto sono a tempo pieno) e di attività’ totalmente in ‘nero’. L’inversione di tendenza e’ principalmente frutto dello sgravio previdenziale triennale, che ha spinto le aziende, soprattutto negli ultimi giorni del mese di dicembre 2015, a regolarizzare i rapporti sommersi.

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