Lavoro in Italia: l’importanza del work life balance

Per i lavoratori italiani, uno dei fattori più importanti per la propria posizione occupazionale riguarda il work life balance, equilibrio tra vita e lavoro

Chi ha la fortuna di avere un lavoro in Italia, ha rivelato di avere un occhio di riguardo verso un aspetto forse inatteso. Stiamo parlando del work life balance, ovvero dell’equilibrio tra vita privata a lavoro. Passano in secondo piano, dunque, sicurezza del posto occupazionale e retribuzione, dimostrando che il popolo italiano ha molto più a cuore la propria famiglia e gli interessi da coltivare al di fuori dell’orario lavorativo.

Il work life balance, dunque, sarebbe il primo aspetto da valutare per chi è in cerca di lavoro, almeno secondo la ricerca condotta dal Randstad Employer Brand, settore della nota multinazionale olandese con diverse filiali in tutto il mondo, che si occupa di proporre lavoro o fornire risorse alle aziende in cerca di dipendenti. L’indagine di Randstad si è rivolta a oltre 5000 persone di diverse estrazioni sociali e con un’età compresa tra i 18 e i 65 anni. Nonostante il panorama variegato cui si riferivano le interviste, è emerso che l’equilibrio tra la vita privata, sia familiare che da single, e quella lavorativa riamane di primaria importanza. Questo dato ha portato a un nuovo approccio propositivo anche da parte del datore di lavoro, che deve riuscire ad acquisire personale di talento, ma con precisi desideri in fatto di job searching. In sede di firma del contratto, si stabiliscono già accordi precisi che vanno a plasmare il work life balance, un aspetto che, se ben concordato e di successo, costituisce la chiave principale per guadagnare punti nella retention dei dipendenti. Detto in altre parole, è così che l’azienda riesce a tenersi stretti i suoi collaboratori, facendo in modo che il loro sguardo non si posi su altre offerte occupazionali più vantaggiose.

Quali sono, invece, i “punti secondari”, ma non meno importanti, toccati durante un colloquio di lavoro? Chi porta il proprio curriculum vitae davanti al responsabile delle risorse umane, oltre a raccontare la propria storia e dimostrare le sue capacità ed esperienze, si assicurerà un buon balance tra lavoro e vita privata, ma si informerà anche su atmosfera dell’ambiente lavorativo, sicurezza e durata del contratto, stipendio mensile e fringe benefits.

La proprità, però, cambia per alcune fasce intervistate: le donne tra i 45 e i 65 anni, infatti, preferiscono avere la certezza del posto, mentre i giovani tra i 18 e 24 si assicurano che il team sia affidabile e amichevole. In ultimo, la retribuzione sembra interessare maggiormente gli aspiranti lavoratori uomini tra i 25 e i 45 anni.

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