Lavoro in crescita e povertà in calo. Come cambia il mondo del lavoro

Ma i salari sono spesso bassi e restano enormi differenze tra gli Stati membri

(Teleborsa) L’indagine annuale sull’occupazione e sugli sviluppi sociali in Europa svolta dalla Commissione Europea rileva più occupazione, meno povertà e un mondo del lavoro che cambia.

L’occupazione è aumentata grazie alla creazione di 3 milioni di posti di lavoro facendo diminuire la povertà. Tuttavia, la disoccupazione rimane elevata, con enormi disparità tra gli Stati membri.

La relazione annuale di Bruxelles si è concentrata quest’anno sull’occupazione come mezzo per combattere la povertà, sulla digitalizzazione e sui cambiamenti nel mondo del lavoro, sul ruolo del dialogo sociale, sulle disparità tra gli Stati membri e sull’integrazione dei rifugiati nel mercato del lavoro.

Secondo Marianne Thyssen, Commissaria responsabile per l’Occupazione, l’indagine mostra che l’impegno profuso negli ultimi anni sta dando buoni risultati. “Le nostre economie continuano a creare posti di lavoro e le famiglie hanno visto aumentare il loro reddito disponibile. Molte persone che lavorano però sono ancora povere; questo dimostra che non si tratta solamente di creare posti di lavoro: devono essere posti di lavoro di qualità”. Le società e i mercati del lavoro “stanno cambiando grazie a nuove tecnologie e forme di lavoro”.

L’occupazione è in aumento, facendo diminuire la povertà

Il numero degli occupati europei ha raggiunto un livello mai visto: 232 milioni di unità. Lo scorso anno sono stati creati tre milioni di posti di lavoro, la maggior parte dei quali a tempo indeterminato. Nel maggioranza dei casi l’occupazione a tempo pieno protegge efficacemente i cittadini contro la povertà. La percentuale della popolazione dell’UE a rischio di povertà o di esclusione sociale, pari al 23,7%, è la più bassa degli ultimi cinque anni. L’8,3% dei cittadini europei risulta ancora disoccupato e nell’arco di tre anni solo un disoccupato su otto è riuscito a trovare un’occupazione permanente a tempo pieno.

Quanto alla disoccupazione giovanile, l’indagine rileva ancora un livello superiore al 20%, che continua a destare grave preoccupazione.

Come cambia il mondo del lavoro.

Il futuro del lavoro sta cambiando in un contesto di crescente digitalizzazione dell’economia, in particolare attraverso l’emergere di piattaforme digitali e dell’economia collaborativa, che offriranno nuove opportunità di lavoro, per lo più sotto forma di lavoro autonomo. Gli investimenti nelle TIC possono essere stati all’origine di un terzo della crescita economica dell’UE tra il 2005 e il 2010, ma in tale settore molti posti sono ancora vacanti. Gli investimenti nelle competenze sono fondamentali per sfruttare appieno i vantaggi della digitalizzazione.

 L’UE fa sapere che nel primo semestre del 2017 è previsto il lancio di uno “Strumento di determinazione delle competenze per i cittadini di paesi terzi”, che sosterrà la definizione tempestiva, la visibilità e il riconoscimento delle competenze e delle qualifiche dei richiedenti asilo, dei rifugiati e di altri migranti.

L’impegno della Commissione, teso a ridurre la disoccupazione in generale e, la disoccupazione giovanile in particolare, sta infine dando i suoi frutti. Dal 2013 il numero dei giovani disoccupati è diminuito di 1,6 milioni di unità e quello dei giovani che non studiano, non frequentano corsi di formazione e non lavorano di 900.000 unità. Con la proroga della garanzia per i giovani, l’integrazione finanziaria offerta dall’iniziativa a favore dell’occupazione giovanile e l’iniziativa che prevede di continuare a investire nei giovani d’Europa, presentata di recente, la Commissione intende massimizzare le possibilità dei giovani sul mercato del lavoro.

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