Lavoro, ILO: un giovane su 6 lo ha perso “causa Covid”

La pandemia ha un effetto "devastante e sproporzionato" , l'Organizzazione Mondiale del Lavoro suona l'allarme

Sarà un segno profondissimo, come tra l’altro già è, quello che il coronavirus lascerà non solo nelle nostre vite ormai completamente rivoluzionate ma anche sull’economia. Come prevedibile, purtroppo, tra i “candidati” a pagare il prezzo più altro ancora i giovani, già alle prese con l’onda lunga delle precedente crisi partita nel lontano 2008.

La pandemia ha un effetto “devastante e sproporzionato” sui giovani lavoratori, più esposti a questa crisi anche per il tipo di attività che svolgono . Più di un ragazzo su sei ha smesso di lavorare a causa del Covid, secondo un’analisi dell‘ILO (l’Organizzazione mondiale del lavoro). E quelli che sono ancora occupati hanno visto una riduzione del loro orario di lavoro del 23%.

Senza contare poi che, già prima della crisi, c’erano 267 milioni di giovani che non studiavano né lavoravano (i cosiddetti Neet, not in employment, education or training), inclusi quasi 68 milioni di disoccupati.

TRIPLO SHOCK – “La pandemia sta causando un triplo shock ai giovani”, si legge nel focus. Non solo sta distruggendo il loro lavoro, ma sta anche interrompendo l’istruzione e la formazione e ponendo “importanti ostacoli” sulla strada di chi cerca di entrare nel mercato del lavoro o di cambiare professione. Nel 2019 il tasso di disoccupazione giovanile era al 13,6 per cento e già più elevato rispetto a quello di qualsiasi altro gruppo.

ANCHE LE DONNE PENALIZZATE – La crisi sta “piegando”  giovani, specialmente le donne, più duramente e più velocemente di qualsiasi altro gruppo – avverte il direttore generale dell’Ilo Guy Ryder secondo il qualese non prendiamo provvedimenti significativi e immediati per migliorare la loro situazione, l’eredità del virus potrebbe essere con noi per decenni”.

Anche per questo l’Ilo chiede “risposte politiche urgenti, su larga scala e mirate” per sostenere i giovani con programmi per l’occupazione e la formazione su vasta scala nei Paesi sviluppati e programmi ad alta intensità di occupazione nelle economie a basso e medio reddito.

Tornando, nelle specifico, in casa nostra, proprio oggi l’Istat ha stimato quasi 400 mila occupati in meno causa lockdown. “Stimiamo che in media d’anno l’impatto del lockdown sia di quasi 2 punti di valore aggiunto e di 2,2 punti di occupazione, per poco meno di 400 mila occupati”. Lo ha detto il Direttore per la produzione statistica, Roberto Monducci, in audizione in commissione Lavoro al Senato.

Nel dettaglio, spiega, “la limitazione delle attività produttive fino a tutto aprile determinerebbe su base annua una riduzione dei consumi del 4,1%, del valore aggiunto dell’1,9%, con un’impatto sull’occupazione in base d’anno di circa 385 mila occupati”. 

 

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