Lavoro, il Governo taglia tariffe Inail ma toglie 410 milioni ai fondi anti-infortuni

Una questione che già fa discutere proprio mentre in Italia si continua a morire sul luogo di lavoro e il tema della sicurezza torna di strettissima attualità

Non c’è niente da fare, per aggiungere da una parte, bisogna necessariamente togliere dall’altra visto che la coperta che è sempre troppo corta. Con la crisi che è salita in cattedra ormai da anni, una delle voci che gravano di più sugli imprenditori è sicuramente il costo del lavoro. 

 

“Buongiorno a tutti, ma soprattutto alle aziende e agli imprenditori italiani. Da oggi entrano in vigore le nuove tariffe INAIL, più basse del 30%. Per la prima volta dare lavoro in Italia costerà meno! Meno grida, più azioni concrete!  

 

Con queste parole il Vicepremier e Ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha annunciato nelle scorse ore su Twitter un taglio delle imposte sul lavoro pagate dagli imprenditori che, appunto,  in alcuni casi arriverà fino al 30 per cento. 

 

Con la pubblicazione lo scorso 1 aprile dei tre decreti sul sito del ministero del Lavoro, diventa operativo l’aggiornamento delle tariffe sull’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali in vigore dall’inizio dell’anno. A regime la revisione delle tariffe, ferme da 20 anni, alleggerisce di ulteriori 500 milioni gli oneri a carico delle imprese, portando lo sgravio da 1,2 miliardi – stabilito con la legge Finanziaria del 2013 – a 1,7 miliardi.

 

TAGLIA – Sembra decisamente una buona notizia. Nel tweet infatti manca un pezzo: ossia che che il taglio sarà finanziato, a suo volta, da un altro taglio: quello ai fondi che servono a incentivare gli imprenditori a migliorare la sicurezza sul posto di lavoro. Inoltre, secondo una recente sentenza della Cassazione, la nuova legge ridurrà le possibilità per i lavoratori di ottenere rimborsi in caso di infortunio.

 

E TOGLIE – La notizia nella notizia dunque è che  per finanziarie la revisione delle tariffe Inail, il Governo ha attinto anche alle risorse destinate ai piani di investimento per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, che sono state tagliate complessivamente per 410 milioni nel triennio 2019-2021.

 

QUATTRO MORTI IN 24 ORE – Una questione che già fa discutere proprio mentre in Italia si continua a morire sul luogo di lavoro e il tema della sicurezza torna di strettissima attualità: quattro gli operai morti nel nostro Paese nelle ultime 24 ore  uno è stato travolto da un’auto, due investiti dal crollo di una lastra metallica, un altro schiacciato da un camion. Insomma, la piaga degli infortuni sul lavoro continua a preoccupare. 

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