Lavoro, i voucher la fanno ancora da padrone

Disoccupazione stabile, ma calano gli occupati a tempo indeterminato

(Teleborsa) Il mercato del lavoro prova a mostrare segnali di ripresa, anche se a mancare è ancora la stabilità. Secondo i dati diffusi a inizio mese dall’Istat, nel 3° trimestre il tasso di disoccupazione è rimasto stabile per il quarto trimestre consecutivo in confronto al trimestre precedente, evidenziando un calo degli occupati concentrato nei dipendenti a tempo indeterminato, a fronte di una modesta crescita dei dipendenti a termine e della stabilità degli indipendenti.

Dello stesso parere l’Inps, che nell’Osservatorio sul precariato relativo al mese di ottobre, ha rilevato un rallentamento delle assunzioni a tempo indeterminato nei primi dieci mesi del 2016 pari a 429.000 unità (-32% rispetto ai primi dieci mesi del 2015). A fronte di questo risultato va però considerato il forte incremento delle assunzioni a tempo indeterminato registrato nel 2015, anno in cui dette assunzioni potevano beneficiare dell’abbattimento integrale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un periodo di tre anni.

Per i contratti a tempo determinato, nei primi dieci mesi del 2016, si registrano 3.106.000 assunzioni, in aumento sia sul 2015 (+4,9%), sia sul 2014 (+7,6%).

Per i contratti in apprendistato si conferma il trend di crescita già rilevato anche negli aggiornamenti dei mesi precedenti. In particolare, rispetto all’analogo periodo del 2015, le assunzioni in apprendistato aumentano di 38.000 unità (+24,5%).

I contratti stagionali registrano una riduzione del 7,0%.

Complessivamente le assunzioni, riferite ai soli datori di lavoro privati, nel periodo gennaio-ottobre 2016 sono risultate 4.833.000, con una riduzione di 347.000 unità rispetto al corrispondente periodo del 2015 (-6,7%).

Da segnalare l’ennesimo boom di vocher venduti, pari a 121,5 milioni, destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro. Rispetto ai primi dieci mesi del 2015, si è registrata, infatti, una crescita del 32,3% (nei primi dieci mesi del 2015, la crescita dell’utilizzo dei voucher, rispetto al 2014, era stata pari al 67,6%).

In questo contesto di instabilità si è registrata però una flessione delle cessazioni del 4,6%. La riduzione è più consistente per i contratti a tempo indeterminato (-7,2%) che per quelli a tempo determinato (-1,7%). Analizzando le cessazioni per tipologia, i licenziamenti complessivi relativi a rapporti di lavoro a tempo indeterminato, pari a 507.000, risultano variati in modesto aumento rispetto al 2015 (490.000) e in diminuzione rispetto al 2014 (514.000). Sul trend degli ultimi mesi ha inciso l’introduzione dell’obbligo alle dimissioni on line. Il tasso di licenziamento (calcolato rispetto all’occupazione esposta al rischio ad inizio anno) per i primi dieci mesi del 2016 risulta inferiore (4,7%) rispetto a quello corrispondente del 2015 (4,8%).
Nei primi dieci mesi del 2016 le cessazioni dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato per dimissioni sono state pari a 659.000 (-13,6% rispetto al 2015).

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