Lavoro, gaffe di Poletti: “Giovani se ne vanno? Alcuni meglio non averli”

Il ministro del lavoro si è poi scusato

Una pesante gaffe seguita da rapide scuse; protagonista il ministro del lavoro Giuliano Poletti, che dopo la scivolata sull’esigenza di andare al voto presto per neutralizzare il possibile referendum promosso dalla CGIL contro il Jobs act, lunedì ha pensato bene di prendersela coi giovani che lasciano l’Italia in cerca di opportunità.

“Conosco gente che è andata via e che è bene che stia dove è andata – ha detto il ministro a Fano – perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi. Se in 100mila sono scappati dall’Italia, non è che qui sono rimasti 60 milioni di pistola (espressione emiliana che sta per ‘fessi’ ndr)”. Poletti spiega infatti che “non è giusto affermare che a lasciare il nostro Paese siano i migliori e che, di conseguenza, tutti gli altri che rimangono hanno meno competenze e qualità degli altri. Ritengo, invece, che è utile che i nostri giovani possano fare esperienze all’estero, ma che dobbiamo dare loro l’opportunità tornare nel nostro paese e di poter esprimere qui le loro capacità e le loro energie”.

Duri i commenti politici sulle frasi del ministro Poletti. Luigi di Maio (M5s) scrive su Twitter: “Giovani umiliati da voucher e insultati da Poletti. Vada via lui, non i giovani”. Gli fa eco Stefano Fassina (Sinistra Italiana): “E’ vergognoso il giudizio del ministro sui ragazzi e le ragazze che sono costrette a lasciare l’Italia del ‘Jobs Act’ per trovare un lavoro adeguato e dignitoso. Dopo aver giustificato le elezioni anticipate per evitare i referendum sociali, ora un altro, grave segno di insensibilità democratica e sociale. E’ ora che lasci il suo incarico”.

Dello stesso tenore l’opinione di Annamaria Calabria, deputata di Forza Italia: “Le parole del ministro sono offensive. I nostri giovani connazionali, specie al Sud, che abbandonano la loro terra perché impossibilitati a trovare lavoro qui e decidono di andare a cercarlo all’estero, meritano il massimo rispetto. Le espressioni usate dal ministro ci lasciano davvero basiti”.

In serata il ministro si è scusato: “Evidentemente mi sono espresso male e me ne scuso; mai pensato che sia un bene per l’Italia se i giovani se ne vanno”, dice in un comunicato. “Ritengo, invece, che è utile che i nostri giovani possano fare esperienze all’estero, ma che dobbiamo dare loro l’opportunità tornare nel nostro paese e di poter esprimere qui le loro capacità e le loro energie”, conclude il ministro nella nota.

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