Lavoro: frenata dei contratti stabili, solo uno su quattro

(Teleborsa) – Nei primi cinque mesi dell’anno c’è stata una netta flessione delle assunzioni stabili. Complessivamente il saldo netto attivazioni-cessazioni è positivo di 43.465 unità, ma in calo rispetto ai 68.706 (-36,7%) dello scorso anno e ai 361.961 del 2015, quando erano ancora in vigore gli sgravi contributivi pieni.

Le sole assunzioni con contratto a tempo indeterminato sono scese del 5,5% pari a 30.713 unità.

Lo rileva l’osservatorio sul precariato dell’INPS, spiegando che c’è stata una ulteriore riduzione dell’incidenza dei contratti a tempo indeterminato sul totale delle assunzioni (25,9%), sostanzialmente stabile circa un’assunzione su quattro, rispetto ai picchi raggiunti nel 2015 quando era in vigore l’esonero contributivo triennale.

Nel settore privato, le assunzioni sono state complessivamente 2.736.000, in aumento del 16% rispetto al periodo gennaio-maggio 2016. Il maggior contributo è dato dalle assunzioni a tempo determinato (+23%), mentre sono diminuite quelle a tempo indeterminato (-5,5%). 

L’istituto di previdenza sottolinea che è “particolarmente significativa” la crescita vigorosa dei contratti di lavoro a chiamata a tempo determinato, che, sempre nell’arco temporale gennaio-maggio, passano da 76 mila del 2016 a 165 mila nei primi cinque mesi di quest’anno, con un incremento del 116,8%.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Lavoro: frenata dei contratti stabili, solo uno su quattro