Lavoro e giovani, al via l’operazione “sgravi”: il governo punta a 300mila posti

Sgravi limitati agli under 29, ci sarà anche una norma anti-licenziamento

(Teleborsa)La disoccupazione giovanile, ahimè, resta la vera emergenza sociale del nostro Paese oltre che uno dei drammi dei nostri tempi. Lo dimostrano i commenti, tutt’atro che ottimistici che, di volta in volta, accompagnano i dati sull’occupazione. 

Parola d’ordine? Trovare (e possibilmente prima possibile) una soluzione per tamponare questa emergenza che sembra non volersi fermare con il Governo che, ovviamente, mette in campo tutti gli strumenti necessari per correre ai ripari. 
LA CARICA DEI 300 MILA – Benvenute, perciò, tutte le misure volte a favorire l’accesso dei giovani sul mercato del lavoro. Proprio in quest’ottica è allo studio del Governo un pacchetto di agevolazioni che dovrebbe portare alla creazione di circa 300 mila posti di lavoro, come ha dichiarato il ministro al Welfare, Giuliano Poletti, intervistato a margine del Meeting di Rimini, parlando di “una previsione razionale, ragionevole, anche grazie alla mobilità del mercato del lavoro”, aggiungendo che  la stima di 300 mila posti di lavoro, presumibilmente nel 2018, “è plausibile, ogni anno circa un milione di persone entrano e escono dal mondo del lavoro”.
COSA PREVEDE IL BONUS – L’incentivo che dovrebbe trovar posto nella legge di Bilancio per il 2018, prevede un dimezzamento dei contributi previdenziali (30-33% della retribuzione lorda, secondo i casi) per i primi tre anni (o due) dall’assunzione a tempo indeterminato. Lo sgravio di cui beneficerebbe l’impresa avrebbe un tetto di 3.250 euro che, secondo le valutazioni di Leonardi, dovrebbe consentire il dimezzamento appunto dei contributi (15-16,5%) per «la stragrande maggioranza delle assunzioni, visto che il 75% dei giovani sta dentro questo tetto considerando il salario d’entrata al lavoro».

NORMA ANTI-LICENZIAMENTO CONTRO I FURBETTI – L’obiettivo è anche fare in modo che gli sgravi non diventino un’arma nelle mani di tanti furbetti. Per questo, ci saranno anche clausole anti-licenziamento.  “Dobbiamo assolutamente evitare – chiarisce ancora il Ministro-  che ci siano comportamenti furbeschi che cerchino di utilizzare in qualche modo le norme”.

TETTO A 29 ANNI – Intanto, il consigliere economico della presidenza del Consiglio, Marco Leonardi, parlando alle agenzie di stampa, ha fatto sapere che il tetto a 29 anni — mentre finora si era ipotizzato che gli incentivi potessero riguardare gli under 35 o 32 — sarà probabilmente scelto, spiega l’economista, per rispettare le norme europee. Oltre i 29 anni le agevolazioni non verrebbero più considerate finalizzate a promuovere l’occupazione giovanile, ma rischierebbero di essere censurate perché discriminerebbero lavoratori adulti in base all’età.

 
Lavoro e giovani, al via l’operazione “sgravi”: il g...