Lavoro e extracomunitari: quasi 2 milioni nel 2016 

Albania e Marocco i due paesi maggiormente rappresentati 

(Teleborsa) Nel 2016 cresce, seppur di poco,  il numero di cittadini extracomunitari conosciuti all’Inps. Il totale ammonta a 2.173.879, di cui 1.976.731 lavoratori (90,9%), 88.860 pensionati (4,1%) e 108.288 percettori di prestazioni a sostegno del reddito (5,0%). I paesi i cui cittadini sono maggiormente rappresentati tra gli extracomunitari sono l’Albania (282.522), seguita dal Marocco (254.588), dalla Cina (205.971), dall’Ucraina (164.234), dalle Filippine (114.785) e dalla Moldavia (103.626). Nel complesso queste sei nazioni, totalizzano più della metà del totale degli extracomunitari conosciuti all’Inps. Analizzando la serie storica dal 2007 al 2016, si rileva, nel complesso, una crescita più decisa fino al 2009 (+8,1% nel 2008 e +16,6% nel 2009) e una crescita più attenuata fino al 2012 (+0,3% nel 2010, +2,5% nel 2011 e +4,6% nel 2012). Successivamente gli extracomunitari presentano una lieve flessione nei due anni 2013 e 2014 (rispettivamente -1,8% e -0,7%) per tornate a crescere nel 2015 e nel 2016 (rispettivamente +2,1% e +0,6%).

Analizzando le singole tipologie, i lavoratori presentano un andamento altalenante con variazioni negative in particolare negli anni 2013 (-3,1%) e 2014 (-1,4%), mentre i pensionati e i percettori di prestazioni a sostegno del reddito crescono in maniera sostanziale per tutto il periodo fino al 2015.
Nel 2016, i lavoratori risultano stazionari (+0,6%), i pensionati crescono del +7,7% mentre i percettori di prestazioni a sostegno del reddito subiscono una flessione (-5,4%). La maggior parte degli extracomunitari si concentra tra i 30 e i 39 anni di età  (30,0%), il 28,7% ha un’età compresa tra i 40 e i 49 anni, il 17,3% ha meno di 30 anni e il 17,0% ha tra 50 e 59 anni. Solo il 7% dei soggetti ha dai 60 anni in su. Se si analizza la distribuzione territoriale, ìil 63,4% degli extracomunitari risiede o ha una sede di lavoro in Italia settentrionale, mentre il 23,6% si trova in Italia centrale e solo il 13,0% risiede nell’Italia meridionale e isole.
Intanto sembra proprio che la classe operaia non parli più italiano. L’88,5% dei dipendenti stranieri (1.838.639 persone) fa l’operaio, mentre tra gli italiani la quota è del 41%. Solo il 9,9% dei lavoratori stranieri (206.409 occupati) lavora come impiegato, contro il 48% degli italiani. Lo rivela un’analisi del Censis attraverso il “Rapporto sulla situazione sociale del Paese”. La percentuale scende ancora per i dirigenti: 9.556 contro i 391.585 italiani. I rapporti di lavoro avviati nel 2016 mostrano che su 1.881.918 nuove contrattualizzazioni, 520.508 (il 27,7%) riguardano i braccianti agricoli, assunti nella quasi totalità dei casi con contratti stagionali
Lavoro e extracomunitari: quasi 2 milioni nel 2016 
Lavoro e extracomunitari: quasi 2 milioni nel 2016