Lavoro, cresce la disoccupazione fra i laureati. Più colpite le donne

La crisi colpisce anche chi studia. Nonostante ciò gli stipendi sono più alti rispetto ai diplomati

“La disoccupazione fra i laureati triennali aumenta in misura superiore nel 2011 rispetto all’anno passato: dal 16 al 19% (l’anno precedente l’incremento aveva superato di poco il punto percentuale). La disoccupazione lievita anche, e risulta perfino più consistente, fra i laureati specialistici, quelli con un percorso di studi più lungo: dal 18 al 20% (la precedente rilevazione aveva evidenziato una crescita inferiore ai 2 punti percentuali). Ma cresce pure fra gli specialistici a ciclo unico, come i laureati in medicina, architettura, veterinaria, giurisprudenza: dal 16,5 al 19% (rispetto all’aumento di 3 punti percentuali registrato dall’indagine precedente) in parte per effetto della mutata composizione di questa popolazione”. E’ quanto rileva il quindicesimo Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati italiani nel 2011 che sottolinea come questa sia “una tendenza che si registra in generale anche a livello di percorso di studio (anche fra i laureati tradizionalmente caratterizzati da un più favorevole posizionamento sul mercato del lavoro, come gli ingegneri, ad esempio) e di area geografica di residenza”.

Il divario occupazionale tra laureati e laureate e le differenze retributive segnalano quanto ancora le donne, in questo caso tra quelle più istruite, siano penalizzate nel mercato del lavoro. Tra i laureati specialistici biennali, a un anno dalla laurea, il divario è di 7 punti percentuali: lavora il 61% degli uomini e il 54% delle donne. Gli uomini possono contare più delle colleghe su un lavoro stabile (37% contro il 31%). Non solo. Gli uomini guadagnano il 29% in più delle loro colleghe (1.231 euro contro 956 in termini nominale). A tre anni dalla laurea le differenze di genere si confermano significative e pari a 7 punti percentuali: lavorano 71 donne e 78 uomini su cento. Anche a tre anni dal conseguimento del titolo il lavoro stabile è una prerogativa tutta maschile: può contare su un posto sicuro, infatti, il 66% degli occupati e il 49% delle occupate. I laureati specialistici del 2008 guadagnano il 28% in più delle loro colleghe (1.432 contro 1.115 euro).

Comunque la condizione occupazionale e retributiva dei laureati resta migliore di quella dei diplomati di scuola secondaria superiore. Fonti ufficiali (Istat e Ocse) ci dicono che, fino ad oggi, nell’intero arco della vita lavorativa, i laureati hanno presentato un tasso di occupazione di oltre 11 punti percentuali maggiore rispetto ai diplomati (76 contro 65%). Le medesime fonti confermano che anche la retribuzione ha premiato i titoli di studio superiori: fra i 25-64enni risulta più elevata del 50% rispetto a quella percepita dai diplomati di scuola secondaria superiore. Si tratta di un differenziale retributivo in linea con quanto rilevato in Germania, Regno Unito e Francia. Affinché i vantaggi complessivi della laurea continuino ad essere tali occorre intervenire su investimenti e valorizzazione del capitale umano.

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