Lavoro di domenica? Non è più un tabù per quasi 5 milioni di italiani

(Teleborsa) La domenica è sacra. Per molti. Ma non per tutti. Sono 4,7 milioni gli italiani che lavorano di domenica con buona pace di quanti si dividono sull’amletico dubbio che da sempre tiene banco: è giusto o no lavorare di domenica? A riaccendere un dibattito mai sopito, ci hanno pensato anche le polemiche sull’apertura di outlet e esercizi commerciali nel giorno di Pasqua.

Giusto o no, il dato è che sono tanti i connazionali (e aumentano sempre di più) che nel giorno, una volta dedicato all’assoluto relax e riposo,  mettere mano all’agenda e agli impegni di lavoro.

Lo dice un’analisi realizzata dall’Ufficio studi della CGIA,  riferita al 2016. Di questi 4,7 milioni, 3,4 sono lavoratori dipendenti e gli altri 1,3 sono autonomi (artigiani, commercianti, esercenti, ambulanti, agricoltori, etc.). Se 1 lavoratore dipendente su 5 è impiegato alla domenica, i lavoratori autonomi, invece, registrano una frequenza maggiore: quasi 1 su 4.

Ma possiamo consolarci guardando in casa degli altri paesi europei: l’Italia, infatti, si posiziona negli ultimi posti della classifica tra chi lavora di domenica. Se nel 2015, in riferimento ai lavoratori dipendenti, la media dei 28 paesi Ue era del 23,2 per cento – con punte del 33,9 per cento in Danimarca, del 33,4 per cento in Slovacchia e del 33,2 per cento nei Paesi Bassi – da noi la percentuale era del 19,5 per cento. Solo Austria (19,4 per cento), Francia (19,3 per cento), Belgio (19,2 per cento) e Lituania (18 per cento) presentavano una quota inferiore alla nostra
Il settore dove la presenza al lavoro di domenica è più elevata?  Come da facile previsioni,  quello degli alberghi/ristoranti: i 688.300 lavoratori dipendenti coinvolti incidono sul totale degli occupati dipendenti del settore per il 68,3 per cento. Seguono il commercio (579.000 occupati pari al 29,6 per cento del totale), la Pubblica amministrazione (329.100 dipendenti pari al 25,9 per cento del totale), la sanità (686.300 pari al 23 per cento del totale) e i trasporti (215.600 pari al 22,7 per cento).
“Negli ultimi anni – segnala il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo – il trend degli occupati di domenica è aumentato costantemente sia tra i dipendenti che tra gli autonomi. Nel settore commerciale, grazie alla liberalizzazione degli orari introdotta dal Governo Monti, una risposta alla crisi è stata quella di aumentare i giorni di apertura dei negozi. Con la grande distribuzione e gli outlet che durante tutto l’anno faticano a chiudere solo il giorno di Natale e quello di Pasqua, anche le piccolissime attività, nella stragrande maggioranza dei casi a conduzione familiare, sono state costrette a tenere aperto anche nei giorni festivi per non perdere una parte di clientela”
Da un punto di vista geografico, le realtà territoriali dove il lavoro “domenicale” è più diffuso sono quelle dove la vocazione turistica/commerciale è prevalente: Valle d’Aosta (29,5 per cento di occupati alla domenica sul totale dipendenti presenti in regione), Sardegna (24,5 per cento), Puglia (24 per cento), Sicilia (23,7 per cento) e Molise (23,6 per cento) guidano questa particolare graduatoria. In coda alla classifica, invece, si posizionano l’Emilia Romagna (17,9 per cento), le Marche (17,4 per cento) e la Lombardia (16,9 per cento).
La media nazionale si attesta al 19,8 per cento.
“La maggiore disponibilità di alcuni territori a lavorare nei weekend – dichiara il segretario della Cgia Renato Mason – va in gran parte ricondotta al fatto che buona parte del Paese ha un’elevata vocazione turistica che coinvolge le località montane e quelle balneari, le grandi città, ma anche i piccoli borghi. E quando le attività turisticoricettive sono aperte anche la domenica, i settori economici collegati, come l’agroalimentare, la ristorazione, i trasporti pubblici e privati, i servizi alla persona, le attività manutentive, etc., sono incentivate a fare altrettanto”.
Avete già messo il broncio perchè siete tra quanti che alla domenica invece di poltrire sotto le coperte, devono andare a lavoro? Tranquilli, siete davvero in buona compagnia. E’ lunghissimo l’elenco di lavoratori che trascorrono la domenica svolgendo la loro professione, anzichè oziare: medici, commessi, benzinai, bagnini, giornalisti, operatori radio-Tv, fotografi, addetti ai musei e spettacoli vari, guide turistiche,, ferrovieri, tramvieri, casellanti, autisti, taxisti, piloti- assistenti e controllori di volo, poliziotti, carabinieri, finanzieri, vigili urbani, vigili del fuoco, atleti professionisti, baristi, pasticceri, fioristi, commessi, cuochi, camerieri, ristoratori, albergatori, tabaccai, ambulanti, allevatori di bestiame, pescatori, marinai, colf e badanti. E chi più ne ha più ne metta.
Insomma, a leggere l’elenco verrebbe da chiedersi: ma allora chi l’ha detto che la domenica era sacra? 

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