Lavoro, dati ancora altalenanti: disoccupazione in calo ma sale quella giovanile

A febbraio 2018 la stima degli occupati cresce dello 0,1% (pari a +19 mila rispetto a gennaio)

(Teleborsa) Sono sempre dati in chiaroscuro, altalenanti e in maggioranza negativi, quelli che fanno il punto sul mondo del lavoro in Italia,  specialmente quelli che riguardano i giovani, la fascia più duramente colpita dall’onda lunga della crisi.  Una coperta che continua ad essere ancora troppo corta.

CRESCONO GLI OCCUPATI – La buona notizia è che a febbraio la stima degli occupati cresce dello 0,1% (pari a +19 mila rispetto a gennaio). Il tasso di occupazione rimane stabile al 58%. E’ la stima provvisoria dell’Istat.
Rispetto a gennaio, si stima un significativo incremento congiunturale dei dipendenti a tempo indeterminato (+54 mila) e una lieve crescita di quelli a termine (+4 mila); continuano invece a diminuire gli indipendenti (-39 mila). La crescita del complesso degli occupati è determinata dalla componente femminile, mentre resta invariato il numero di uomini occupati. Con riferimento all’età, si registra un aumento tra le persone di 35 anni o più (+37 mila), a fronte di un calo tra i 15 e i 34 anni (-18 mila)
Su base annua si conferma l’aumento degli occupati (+0,5%, +109 mila), prevalentemente tra le donne. La crescita si concentra esclusivamente tra i lavoratori a termine (+363 mila) mentre i permanenti rimangono stabili e calano gli indipendenti (-255 mila). Aumentano soprattutto gli occupati ultracinquantenni (+292 mila) ma anche i 15-24enni (+36 mila), mentre calano i 25-49enni (-219 mila)
CRESCE DISOCCUPAZIONE GIOVANILE – A spegnere l’entusiasmo, però, un altro dato. Cresce, infatti, la disoccupazione tra gli under 25. Secondo le stime provvisorie dell’Istat il tasso di disoccupazione giovanile sale al 32,8% (+0,3 punti).
Dal calcolo del tasso di disoccupazione dei 15-24enni sono per definizione esclusi i giovani inattivi, cioè coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perché impegnati negli studi, condizione prevalente in questa classe di età. Tenendo conto anche di questi giovani inattivi, l’incidenza dei disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è invece pari all’8,6% (cioè meno di un giovane su 10 è disoccupato), tale indicatore è stabile rispetto a gennaio.
Gli altri indicatori riferiti ai giovani registrano lievi movimenti nell’ultimo mese: rispettivamente -0,1 punti percentuali il tasso di occupazione e +0,1 punti quello di inattività.
POLETTI: “PROSEGUE IL PERCORSO DI STABILIZZAZIONE DEL MERCATO DI LAVORO” – “I dati Istat di febbraio evidenziano un leggero aumento degli occupati rispetto al mese precedente, determinato, in particolare, da un significativo aumento degli occupati permanenti. Inoltre, il tasso di disoccupazione scende al 10,9%, ai minimi da agosto 2012. Prosegue, dunque, il percorso di stabilizzazione del mercato del lavoro, che dalla metà dello scorso anno registra un numero complessivo di occupati superiore ai 23 milioni”. A sottolinearlo è il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, commentando i dati Istat relativi ad occupati e disoccupati di febbraio 2018.
“Da segnalare che, al netto della componente demografica, le variazioni tendenziali del numero degli occupati sono positive per tutte le classi di età”. ha concluso.
SORRIDE L’AREA EURO – Buone notizie nell’area euro dove la disoccupazione tocca un nuovo minimo dal dicembre 2008: 8,5%. In un mese 141 mila disoccupati in meno. La disoccupazione media nell’area euro è scesa ad un nuovo minimo storico: all’8,5% a febbraio, rispetto all’8,6% di inizio anno, secondo Eurostat, l’ente di statistica dell’Ue, ha segnato il valore più basso dal dicembre del 2008. Nell’area si contano ora 13 milioni 916 mila disoccupati, 141 mila in meno rispetto al mese precedente. In tutta l’Ue a 28 i disoccupati ammontano a 17 milioni 632 mila, ovvero 201 mila in meno rispetto a gennaio. Il tasso di disoccupazione è sceso al 7,1%, dal 7,2% di gennaio.
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