Il lavoro accessorio e il sistema dei voucher

Per fare emergere il lavoro occasionale la legge Biagi ha istituito il sistema dei voucher. La riforma Fornero lo limita ai 5mila euro di compenso massimo

Il lavoro occasionale (il classico “lavoretto”) è da sempre un fenomeno che appartiene al mondo del “lavoro nero“. Proprio per far emergere e regolamentare questo tipo di rapporti, la legge Biagi del 2003 ha istituito il contratto di lavoro di tipo accessorio e il sistema dei buoni lavoro (voucher). Lo scopo è, appunto, quello di disciplinare questi rapporti riconoscendo le esigenze di impiego occasionali e saltuarie dei datori, ma garantendo anche i lavoratori le dovute protezioni sociali e sanitarie.

Per le attività “di natura meramente occasionale” e con precisi limiti retributivi la legge prevede il pagamento della prestazione tramite i voucher lavoro, che garantiscono anche la copertura previdenziale dell’Inps e quella assicurativa dell’Inail. La riforma del lavoro Fornero ha modificato sostanzialmente la disciplina del lavoro accessorio togliendo il limiti di utilizzo solo ad alcune categorie di lavoratori ma ponendo un tetto retributivo massimo.

I requisiti e le limitazioni

Ora può svolgere prestazioni di lavoro occasionale, per datori di lavoro che siano aziende, ditte individuali o anche persone fisiche, qualsiasi soggetto (prima era possibile solo per pensionati, studenti nei periodi di vacanza, disoccupati o lavoratori i cassa integrazione o mobilità e casalinghe) ma con un compenso massimo annuo di:

• 5.000 euro complessivi (cioè da tutti i suoi committenti) e
• 2.000 euro da un solo committente.

I voucher

Il pagamento delle prestazioni deve avvenire tramite buoni-lavoro che – sempre in base alle modifiche della riforma Fornero – che ora devono essere distribuiti in carnet, numerati progressivamente e datati, per evitare abusi. Acquistando i buoni (nelle sedi Inps, presso banche e poste o anche online) il datore di lavoro paga gia la quota di contributi dovuti al lavoratore.

Attualmente i buoni lavoro hanno un valore nominale di 10 euro ciascuno (20 e 50 per quelli multipli) che al netto dei contributi Inps e Inail diventa di 7,5 euro (15 e 37,5 per quelli multipli), che è la cifra che arriva in tasca a che svolge la prestazione. Con la riforma il valore nominale del voucher sarà fissato e periodicamente aggiornato con decreto del ministro del Lavoro.

Ma è prevista una disciplina transitoria in base alla quale i buoni già richiesti alla data del 17 luglio 2012, cioè prima dell’entrata in vigore della riforma, sono utilizzabili fino al 31 maggio 2013. (A.D.M.)

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