Lavoro accessorio e voucher: è liberalizzazione. Limiti solo per i “lavoretti” degli studenti

Un contratto per tutti (anche per chi lavora già) ma nel limite di 5.000 euro all'anno. Ma gli studenti possono lavorare solo nei periodi di vacanza fissati dall'Inps

Liberalizzazione piena e voucher al posto dei contanti. Sono i due assi che la riforma Fornero ha messo sul tavolo per far emergere il lavoro occasionale (il classico "lavoretto") dal mondo del "lavoro nero" a cui appartiene storicamente. In realtà il contratto di lavoro di tipo accessorio e il sistema dei buoni lavoro (voucher) furono introdotti nel 2003 dalla legge Biagi. La riforma del 2012 ha esteso l’applicabilità di questo contratto a tutti i soggetti. Ora l’Inps ha posto qualche limite per i lavori stagionali degli studenti fissando i periodi di vacanza in cui possono lavorare.

I requisiti e le limitazioni

Lo scopo della disciplina del lavoro accessorio è quello di regolare i rapporti saltuari e occasionali riconoscendo le esigenze dei datori ma garantendo anche i lavoratori le dovute protezioni sociali e sanitarie.

Ora può svolgere prestazioni di lavoro accessorio – per datori di lavoro che siano aziende, ditte individuali o anche persone fisiche – qualsiasi soggetto (lavoratore dipendente, autonomo, pensionato, disoccupato, cassintegrato o in mobilità, studente). Prima non era possibile per chi aveva già un’occupazione.

Il lavoro accessorio tuttavia è possibile nei limiti di compenso massimo annuo di:
5.000 euro complessivi, cioè da tutti i committenti (3.000 euro se il lavoratore percepisce forme di sostegno al reddito come Cig, Aspi, ecc.);
2.000 euro da un solo committente.

Per gli studenti l’Inps fissa anche un limite temporale. La circolare 49/2013 stabilisce che il contratto è stipulabile solo durante i periodi di vacanza, così determinati:
• vacanze natalizie: dal 1° dicembre al 10 gennaio;
• vacanze pasquali: dalla domenica delle Palme al martedì dopo Pasqua;
• vacanze estive: dal 1° giugno al 30 settembre.

I voucher

Il pagamento delle prestazioni deve avvenire tramite buoni-lavoro che – sempre in base alle modifiche della riforma Fornero – ora devono essere distribuiti in carnet, numerati progressivamente e datati, per evitare abusi. Acquistando i buoni (nelle sedi Inps, presso banche e poste o anche online) il datore di lavoro paga gia la quota di contributi dovuti al lavoratore.

Attualmente i buoni lavoro hanno un valore nominale di 10 euro ciascuno (20 e 50 per quelli multipli) che al netto dei contributi Inps e Inail diventa di 7,5 euro (15 e 37,5 per quelli multipli), che è la cifra che arriva in tasca a che svolge la prestazione. Con la riforma il valore nominale del voucher sarà fissato e periodicamente aggiornato con decreto del ministro del Lavoro.

E’ prevista una disciplina transitoria in base alla quale i buoni già richiesti alla data del 17 luglio 2012, cioè prima dell’entrata in vigore della riforma, sono utilizzabili fino al 31 maggio 2013. (A.D.M.)

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Lavoro accessorio e voucher: è liberalizzazione. Limiti solo per i &#...