Lavoro: 5 domande da farsi prima di mettersi in proprio

Ecco come scoprire se siamo pronti per aprire una nostra attività in proprio

“Mi metto in proprio!” affermano le persone stanche del proprio status di dipendente,  disoccupato o precario che fatica ad arrivare a fine mese: ma siamo effettivamente pronti per il “grande passo” che impegnerà il resto della nostra vita, lavorativa ma non solo? Eccovi un decalogo per capire la vostra predisposizione ad aprire un’attività autonoma da soli o con la collaborazione di amici e parenti.

“Quali competenze ho?”: i vostri futuri clienti si aspettano un servizio professionale. Le conoscenze acquisite a scuola o negli anni di lavoro dipendente potrebbero non bastare. Valutate ogni competenza con obiettività, dando un punteggio da 1 a 10 ad ognuna di esse: otterete un elenco dei vostri punti deboli e dei vostri punti di forza. Ricordate che il mercato evolve e tutte le competenze devono essere aggiornate periodicamente.

“Quali competenze non ho?”: frequentate i corsi che possono colmare le vostre lacune. Oltre a quelli inerenti la vostra nuova professione, iscrivetevi ai corsi di gestione aziendale organizzati dalle Camere di Commercio o dalle associazioni di categoria. Anche i corsi di inglese e di informatica  potrebbero fare al caso vostro, soprattutto se volete instaurare rapporti con l’estero.

“Quale sarà il mercato in cui mi muoverò?”: il vostro primo obiettivo sarà quello di acquisire potenziali clienti.
Il vostro prodotto o servizio, per quanto valido, deve essere prima di tutto proposto al mercato in modo convincente.
Se avete realizzato qualcosa di nuovo o innovativo, fate in modo che i vostri potenziali clienti conoscano ciò che proponete e cosa potreste fare per loro.
Se avete la necessità di fare concorrenza, evidenziate i vostri punti di forza rispetto ai vostri competitor.

Come fare pubblicità:  “la pubblicità è l’anima del commercio”. La vostra nuova azienda sarà sconosciuta ai più: dovrete cominciare immediatamente a farvi conoscere.
Il volantinaggio e la cartellonistica sono opzioni economiche, ma geograficamente limitate. Viceversa, la pubblicità online potrebbe essere troppo “dispersiva”.
Una buona idea per cominciare sono le campagne pubblicitarie sui giornali locali.

Immagini: Depositphotos

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