Lavoratori statali sotto stress: l’allarme della Ue

Dalle molestie alle violenze da parte di terzi al mobbing, dalla precarietà ad orari di lavoro irregolari

L’allarme arriva dai rappresentanti sindacali di tutti i Paesi della Ue: i lavoratori della pubblica amministrazione sono sottoposti a stress eccessivo e a rischi che possono ripercuotersi non solo sulla loro salute ma anche sul buon funzionamento dell’amministrazione.

Dalle molestie alle violenze da parte di terzi al mobbing, dalla precarietà ad orari di lavoro irregolari: diversi sono i fattori che possono rientrare nella casistica dei cosiddetti “rischi psicosociali” che “sembrano oggi rappresentare – si legge nel manuale diffuso in Italia dalla sigla del pubblico impiego della Cgil- la principale minaccia alla salute e al benessere dei dipendenti e dei funzionari pubblici”.

GLI EFFETTI DELLO STRESS – Gli effetti dello stress da statale, sono burnout e depressione, patologie cardiovascolari e disturbi muscolo-scheletrici tra i dipendenti, oltre ad avere gravi ripercussioni sulle organizzazioni presso cui lavorano: elevato tasso di assenze per malattia, scarso rendimento e calo della produttività, morale basso, un maggior rischio di incidenti, aumento dei reclami da parte degli utenti. Tutte cose che “aumentano i costi e possono causare danni d’immagine”.

I RISCHI PER DI DIPENDENTI PUBBLICI – L’Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro aveva già dimostrato che, su sette dei fattori di rischio psicosociale a cui potrebbero andare soggetti i lavoratori statali, sei di questi raggiungevano livelli molto più alti della media.
In particolare, la violenza e l’aggressione da parte di utenti e clienti negli uffici pubblici, di pazienti nella sanità pubblica, di allievi nella scuola e di altre categorie considerate “problematiche”, perché espongono il lavoratore statale a situazioni in cui la reazione dei soggetti può trascendere e arrivare al maltrattamento verbale ma anche fisico. Nell’amministrazione centrale, è stato riscontrato un rischio elevato in oltre il 68% delle sedi oggetto dello studio. La ricerca riporta i casi di aggressioni ai dipendenti dell’agenzia delle entrate britannica e a quelli della polizia penitenziaria in Spagna.

ALCUNE POSSIBILI SOLUZIONI – Nel documento vengono dati alcuni suggerimenti per evitare di sottoporre i dipendenti statali ai rischi causa di stress: individuare tutti i potenziali pericoli connessi allo svolgimento delle mansioni, istituire delle figure e delle strutture che dovranno supportare i dipendenti pubblici, erogare formazione specifica e, in considerazione dell’elevato numero di donne impiegate statali, prendere contromisure in modo che non possano essere esposte a molestie o violenze di alcun genere.
Riportando le migliori pratiche, vengono date anche indicazioni precise, dall’illuminazione degli uffici alla realizzazione di uscite di sicurezza, dalla flessibilità più completa degli orari al “diritto a disconnettersi”, alla possibilità di lavorare a distanza sfruttando le tecnologie di oggi.

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