Lavorare meno per lavorare meglio: la proposta della Finlandia

La giovane premier Sanna Marin sembrava aver proposto la settimana di lavoro "corta", ma la notizia era un fake

Diversamente da quanto avevamo riportato il 5 gennaio, e come scritto da moltissimi altri media nazionali e internazionali, la proposta secondo cui la Finlandia avrebbe voluto introdurre la settimana lavorativa “corta” era in realtà un fake.

Come riporta anche il Guardian, che tra i primi aveva lanciato la notizia, la rettifica è arrivata dalla stessa premier finlandese Sanna Marin, cui era stata attribuita. In un tweet la Marin ha spiegato di aver abbandonato l’idea della riforma, smentendo le dichiarazioni riportate dalla stampa internazionale e chiarendo che la proposta non è all’ordine del giorno, non ci sono azioni in questo senso e comunque non è nel programma politico. Si legge in un tweet ufficiale del governo:

“Nel programma del governo finlandese non si fa riferimento alla settimana lavorativa di 4 giorni. Il tema non è nell’agenda del governo finlandese, Sanna Marin, la più giovane premier del mondo con i suoi 34 anni, ha prospettato l’idea in una dibattito lo scorso agosto, mentre era ministro dei Trasporti. Non c’è stata nessuna attività recente”.

Come è nata la fake news

Come sono andate dunque le cose? La premier si era espressa a favore della riduzione della settimana lavorativa, ma nell’agosto 2019, durante un incontro di partito quando ricopriva la carica di ministra dei Trasporti. Questa la frase “incriminata”, da cui la “bufala” ha preso il via:

“Una settimana di 4 giorni e una giornata di lavoro di 6 ore: perché non dovrebbe essere questo il nostro prossimo passo? Otto ore sono davvero l’ultima verità? Penso che le persone meritino di trascorrere più tempo con la propria famiglia, i propri cari, gli hobby e altri aspetti della propria vita, come la cultura. Questo potrebbe essere il prossimo passo nella nostra vita lavorativa”.

Attualmente la norma è lavorare 8 ore al giorno per 5 giorni a settimana, ma sappiamo che la Finlandia non è nuova ad aperture sul mondo del lavoro, oltre ad essere classificata come Paese più felice al mondo. Nel 1996 grazie al “Working Hours Pact” è entrato in vigore un orario flessibile che permette ai dipendenti di aggiustarsi il tempo speso sul posto di lavoro, iniziando o finendo fino a tre ore prima (o dopo).

In Svezia la settimana corta è davvero realtà

Nella vicina Svezia, invece, la settimana di lavoro è davvero corta, dal 2015: secondo i dati raccolti, i dipendenti sono più felici, si ammalano di meno e sono più produttivi. Una ragione è dovuta al fatto che il loro stipendio non ha subito flessioni. Le conseguenze per lo Stato sono state rilevanti: più persone assunte, quindi più costi sicuramente, ma anche più tasse e quindi servizi più efficienti, con i consumatori più soddisfatti.

Pioniere di questa sperimentazione è stato lo stabilimento Toyota di Göteborg, seconda città svedese, che nel lontano 2003 ha ridotto l’orario di lavoro mantenendo inalterato lo stipendio. In cambio ha ottenuto dipendenti più concentrati e meno pigri, lontano dalle distrazioni portate soprattutto dagli smartphone e con più tempo da trascorrere tra famiglia, amici e hobby. Il risultato è stata una produttività maggiore e un incremento dei profitti.

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