Lavorare in Spagna: tutto ciò che c’è da sapere

Cambiare lavoro e Paese è una sfida. Guida per chi vuole lavorare in Spagna

I cittadini appartenenti ad un paese UE possono lavorare in Spagna alle stesse condizioni di un cittadino spagnolo. Chi vuole lavorare in questo paese, quindi, non avrà l’obbligo di ottenere la cittadinanza e, se ha intenzione di lavorare per un breve periodo, non dovrà neanche prendere la residenza.

Richiedere i documenti
Chi vuole risiedervi ufficialmente, dovrà richiedere due documenti:

  • la Tarjeta de Residente Comunitario (documento di residenza)
  • il NIE (Numero d’Identità per l’Estero).

La Tarjeta de Residente Comunitario e il NIE vanno richiesti a un commissariato di polizia o alla Oficina de Extranjeria (Ufficio Immigrazione); per l’ottenimento della prima bisogna attendere in media tre mesi. Tutti i richiedenti, siano essi cittadini UE o extra-comunitari, devono presentare il proprio passaporto in corso di validità e 3 foto tessere recenti.

I cittadini di alcuni Paesi non UE possono recarsi nel Paese iberico fino ad un massimo di 60 giorni ogni 6 mesi. Tutti gli altri devono procurarsi un visto (che sia per lavoro, per studio o per vivere nel Paese).

Orari e retribuzione
Trovare lavoro non è una passeggiata, soprattutto se non si ha padronanza della lingua. Il tasso disoccupazione è superiore al 26% e ci sono delle norme restrittive per l’assunzione degli stranieri (extra UE). Nella maggior parte dei settori i lavoratori sono remunerati con 14 mensilità, e hanno diritto ad un mese di ferie, più le festività. Gli orari variano a seconda del lavoro, ma in genere la giornata lavorativa va dalle 09:30 alle 13:30 e dalle 16:30 alle 19:30.

Avviare un’impresa
Se si vuole aprire un’attività è opportuno informarsi su come finanziarla. Lo si può fare tramite dei siti internet specifici, tramite le Camere di Commercio o rivolgendosi ai Dipartimenti per stranieri che si trovano presso alcuni municipi. Quando l’attività è avviata, è consigliabile avvalersi di una Gestor, istituzione spagnola che affianca l’impresa nelle asperità burocratiche.
Il sistema fiscale spagnolo opera su tre livelli: nazionale, regionale e municipale. Se si opera su un immobile bisogna pagare l’imposta sui redditi di capitale (su eventuali plusvalenze) e la tassa di trasferimento della proprietà. Ci sono poi tasse sui trasferimenti aziendali, sulla proprietà (0,5% o 0,3% del valore catastale, se proprietà urbana o agricola) e su raccolta di rifiuti e fognatura. L’IVA è al 16%.

Immagini: Depositphotos

Leggi anche:
EURES: come funziona il portale per lavorare all’estero?
La guida completa per lavorare in Canada: informazioni utili

Informazioni utili per lavorare in Irlanda
Come lavorare in Svizzera: guida per i primi step da compiere

Lavorare in Spagna: tutto ciò che c’è da sapere