Latte, imprenditori in ginocchio: coi prezzi bassi persi 17mila posti di lavoro

Secondo i dati di Unimpresa, in 25 anni gli allevamenti bovini sono crollati dell'80%

Il settore caseario ha subito un’emorragia di 17mila posti di lavoro a causa del calo-prezzi, tra i 10mila persi direttamente negli allevamenti e altri 7mila “bruciati” nell’indotto. E gli allevamenti sono crollati di oltre l’80% in 25 anni: erano più di 200mila nel 1990, ora sono 40mila.

È quanto emerge da un rapporto della Federazione Unimpresa Agricoltura, secondo il quale “il latte si vende a 30 centesimi ma ne costa 40. A contribuire al calo dell’occupazione pesa anche la contraffazione dei formaggi Dop”.

Da qui la richiesta al ministro per l’Agricoltura di istituire un tavolo permanente “latte” che divenga lo strumento di concertazione fra produttori e industria lattiero casearia. Quello caseario è il settore che paga più di altri gli effetti della crisi e, soprattutto, “di scelte sbagliate prese da parte del regolatore sia a livello nazionale sia a livello Ue”.

Nel suo rapporto, Unimpresa ricorda che la forte discesa dei prezzi è legata alla liberalizzazione della produzione “nell’ambito di un contesto di deboli e inadeguati controlli dei parametri di igiene e sicurezza alimentare riscontrato anche in alcuni paesi europei nonché dall’apertura di nuove importazioni da paesi considerati ad alto rischio di contaminazione e adulterazione degli alimenti e in un quadro internazionale instabile, soprattutto nell’area mediterranea e russo-ucraina. Pesa anche la contraffazione di prodotti Dop (Denominazione di origine protetta), in particolare i formaggi: è peraltro difficile stimare la quantità di prodotti venduti illegalmente col marchio made in Italy”.

Leggi anche:
Ue, dopo le quote latte arrivano le quote vino:  cosa cambia per l’Italia
Startup: il bando riservato agli over 40 per agricoltura, sostenibilità e territorio

Latte, imprenditori in ginocchio: coi prezzi bassi persi 17mila posti ...