La pizza dà sempre più lavoro agli stranieri, a Milano e Bologna le percentuali più alte

La gran parte dei pizzaioli non italiani proviene da Egitto ed Europa dell'est

(Teleborsa) – La pizza, piatto simbolo della cucina italiana nel mondo, dà sempre più lavoro agli stranieri. Nel nostro Paese è infatti cresciuta in maniera esponenziale la percentuale di pizzerie in mano a lavoratori provenienti dall’Egitto o dall’Est Europa. Il caso più eclatante si registra a Milano: nel capoluogo lombardo – come emerge da uno studio della Camera del Commercio di Milano – un locale su due è in mano agli stranieri, seguito da Bologna con il 45% di pizzerie che sfornano margherite e capricciose impastate da mani non italiane. Di questo passo, il sorpasso sarà ‘servito’ a breve. A Torino è straniera una pizzeria su tre, a Roma una su cinque. E a Napoli? Nel capoluogo campano, patria mondiale della pizza, c’è un pizzaiolo straniero ogni 100 pizzaioli partenopei. L’onore di chi ha inventato la pizza margherita, almeno, è per ora salvo.

Tra le nazionalita‘ specializzate in pizza spiccano gli egiziani che a Milano pesano il 66% dei titolari stranieri (considerando solo le imprese individuali), a Roma il 59% e a Torino il 42%. Sono nati in Egitto anche il 27% dei ristoratori specializzati in pizza di Bologna, citta’ dove pero’ i pizzaioli stranieri piu’ numerosi provengono dal Pakistan (uno su tre, 33,8%). A Napoli invece i pochi pizzaioli stranieri vengono dall’Est.

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