La crisi bancaria la pagano i lavoratori: 16 mila esuberi previsti entro il 2020

(Teleborsa) – Sono oltre 16 mila i bancari destinati a lasciare il posto di lavoro entro il 2020. La stima è stata formulata dal sindacato dei bancari FABI, dopo le parole pronunciate ieri dal Ministro Padoan. La previsione è stata formulata tenendo conto degli ultimi piani industriali pubblicati dai maggiori Istituti.

Secondo il presidente del sindacato, Lando Maria Sileoni, negli ultimi tre anni sono stati persi già 12 mila posti e “dal 2009 al 2016 sono stati tagliati sul territorio 3.972 sportelli, di cui 1.697 nell’ultimo triennio. In particolare nelle cinque maggiori banche italiane recentemente sottoposte agli stress test dell’EBA – Intesa, Unicredit , Mps, Banco Popolare e Ubi – dal 2009 al 2015 sono state chiuse o cedute 4.439 filiali”.

In sostanza, il sindacato denuncia che sono i lavoratori a pagare la crisi del settore bancario ed i piani di austerity che le banche sono state costrette a mettere a punto, a causa delle più rigide regole sul patrimonio. Il rapporto segnala anche che gli organici delle banche italiane sono oggi composti prevalentemente da lavoratori tra i 46 e i 55 anni, in maggioranza dirigenti e quadri direttivi, e che negli ultimi sei anni il 3,6% dell’attuale popolazione bancaria di 300 mila addetti è rappresentato da 10.800 lavoratori che sono stati esternalizzati e conseguentemente sono usciti dall’organico complessivo dei lavoratori delle banche.

Per contro, negli ultimi dieci anni, nei 14 principali gruppi bancari, i piani industriali sono cambiati o sono stati aggiornati in media 3,5 volte, media che sale a 4 se si considerano i cinque maggiori gruppi creditizi. Inoltre i modelli distributivi sono cambiati tre volte in sei anni, creando disorientamento nella clientela e nei lavoratori bancari, facendo perdere il contatto col territorio.

Ma quali e quante sono le banche coinvolte? Sempre secondo la FABI e tenendo in considerazione i piani delle banche, sono previsti circa 2 mila 500 esuberi in MPS, oltre 6 mila in Unicredit, di cui 2.100 prepensionamenti, circa un migliaio in Intesa Sanpaolo, 585 in Banca Popolare Emilia Romagna, 527 in BNL, un migliaio fra Banco Popolare e BPM, oltre 2 mila 700 in UBI, circa 300 in Cariparma e Carige e un centinaio nella Banca Popolare di Vicenza.

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