L’Inps: “Preleveremo dalle pensioni troppo alte”

Il presidente Tito Boeri annuncia nuovamente tagli agli assegni molto alti "non giustificati dai contributi"

Da quando si è insediato sulla poltrona di presidente dell’Inps, Tito Boeri ha delineato in più occasioni il suo piano di "arminozzazione" del sistema pensionistico, nella direzione di una maggiore equità. Col passaggio al metodo di calcolo contributivo e non solo. Lo ha fatto anche durante la trasmissione tv Ballarò di martedì sera.

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"Ci sono pensioni molto alte che non sono giustificate dai contributi che hanno versato durante l’intero arco della vita lavorativa, c’è un problema di equità che andrebbe affrontato", ha detto l’economista a Ballarò dopo aver tenuto un incontro di quasi due ore con il premier Matteo Renzi. "Si può chiedere a queste persone di poter dare qualcosa per contrastare la povertà soprattutto nella fascia 55/65 anni – aggiunge Boeri tornando sugli assegni che definisce ingiusti-. Vogliamo per queste generazioni trovare un modo per contrastare la povertà e dare la possibilità di andare in pensione prima in modo sostenibile, quindi avendo una pensione più bassa". (Continua sotto)

PIU’ EQUITA’ – "La filosofia di fondo è quella dell’equità – spiega ancora il presidente dell’Inps ?sottolineando che "entro giugno" farà delle "proposte articolate" al Governo -, noi faremo queste proposte per equità non per fare cassa", sottolinea, indicando poi che uno "dei problemi più seri" è quello "della generazione tra i 55 e i 65 anni che si sono trovati con queste riforme in po’ spiazzati".

IL GOVERNO – Da parte governativa Yoram Gutgeld, consigliere del governo Renzi impegnato sul fronte della spending review, esclude invece interventi sulle pensioni. "Abbiamo affrontato questo discorso già l’anno scorso e la decisione politica è stata di non toccarle. Le pensioni alte sono già in qualche modo tassate e quindi c’è già un intervento di equità. Andare più in giù significherebbe entrare sui livelli di pensioni medie, tipo da 90mila euro, e si è deciso politicamente di non farlo".

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