Cos’è il Jobs App, il contratto studiato per il lavoro temporaneo

In arrivo il contratto di lavoro 'ibrido' pensato per risolvere le criticità della Gig Economy

L’avvento dell’economia digitale ha aperto nuove, brillanti prospettive nel mondo del lavoro, ma ha anche sollevato interrogativi importanti sul modo in cui queste nuove professionalità debbano essere definite e tutelate legalmente.

Tutto ruota intorno all’individuazione di una tipologia di contratto ad hoc che preveda regole, diritti e garanzie per i lavoratori che operano nell’ambito della cosiddetta App economy.

La risposta a queste problematiche si chiama Jobs App, il nuovo contratto proposto dal giuslavorista Francesco Rotondi basato su un modello economico molto innovativo. Il presupposto di questo contratto non è basato su un rapporto di lavoro continuativo e subordinato, piuttosto una concezione del lavoro ‘on demand’. Tutto il processo di reclutamento delle risorse viene gestito da una App implementata di volta in volta dalle richieste degli utenti.

I lavoratori che possono trovare impiego con il Jobs App, sono autonomi e free-lance che però hanno qualcosa in comune con i dipendenti tradizionali. Da qui la natura ‘ibrida’ di questo nuovo contratto, ossia un rapporto di lavoro né propriamente autonomo, né indipendente.

Cos’è il Jobs App

Il Jobs App è uno strumento che si propone di dar forma al mercato dei servizi e dei prodotti gestiti attraverso piattaforme digitali e app dedicate. Ricordate le recenti proteste dei riders impiegati nelle consegne a domicilio? Possiamo dire che il lavoro del Governo in materia sia iniziato proprio da lì, poiché quelle proteste hanno fatto emergere tutte le criticità di questo nuovo settore.

Quasi un milione di Gig workers sono ascrivibili in questo nuovo modello di lavoro ibrido, e molte sono le aziende operanti nel settore che assumono dipendenti free-lance on demand. Sembra un gioco di parole, ma è la definizione che meglio inquadra queste nuove tipologie di lavoro.

I punti cardine del Jobs App sono tre:

  • una retribuzione legata alle consegne e non una paga oraria
  • un minimo retributivo a consegna
  • un welfare di settore che preveda il versamenti di una quota fissa che vada a costituire una sorta di fondo assicurativo contro malattie e infortuni

La posta in palio è alta: secondo l’analisi di App Annie, nel 2021 il comparto potrebbe valere 6.350 miliardi di dollari e diventare il terzo settore produttivo dell’economia mondiale.

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