Jacuzzi chiude negli Usa e torna in Italia

Dopo aver aperto il suo quartier generale europeo a Milano, Jacuzzi sposta in Friuli la produzione di alcune delle vasche più famose del mondo

Dopo aver trasferito a Milano la sede del quartier generale europeo, Jacuzzi ha deciso di spostare la sede di produzione di alcuni modelli di mini-piscine idromassaggio da esterno dal Nord-America (dove il brand fu fondato nel 1917 da sette fratelli italiani) in Italia. Più precisamente nello storico sito di Valvasone Arzene, in provincia di Pordenone, dove le linee di fabbricazione sono già attive.

La decisione rientra nella strategia dell’azienda di potenziare la propria presenza in Europa e Asia nel mercato delle Spa. Data la crescente richiesta per questa categoria di prodotti, dovuta in particolare allo sviluppo del turismo del wellness, Jacuzzi punta a superare la propria quota di mercato del 20% nei prossimi tre anni con investimenti in R&D che superano il milione di euro.

Un brutto colpo probabilmente per la politica “America First” che sta creando qualche problema di strategie alle aziende. Uno sgambetto alle politiche di Trump che si concretizza con la localizzazione della produzione delle spa “in prossimità dei principali paesi potenziali acquirenti“, e cioè Gran Bretagna, Francia, Germania, Svizzera, Paesi Scandinavi, Russia e Italia. Una strategia che per Jacuzzi “risponde alla necessità dei nuovi segmenti di mercato, sviluppando allo stesso tempo innovazione in funzione delle preferenze dei consumatori”.

E l’Italia, grazie “all’alta vocazione manifatturiera e agli standard qualitativi elevati” è il luogo più adatto visto che combina grandi vantaggi logistico-distributivi, dovuti alla collocazione geografica alla presenza di un polo produttivo già avviato e che verrà rafforzato.

 

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