Italia: l’innovazione c’è ma non si vede

Nell’ambito dell’Innovation Forum 2008 di Milano (12-15 marzo) è stato però presentato un rapporto Idc basato sull’indice ISIR – indice del sistema dell’innovazione delle regioni italiane – che non prende in esame solo dati quantitativi, bensì un’insieme di componenti: quadro macroeconomico, input e output dell’innovazione, tecnologie dell’informazione.

Secondo lo studio, in Europa ci sono circa 300mila PMI innovative. Tra quelle italiane, le esportazioni di prodotti high-tech rappresentano ormai il 50% del totale e la quota è in crescita.
Tuttavia, solo cinque regioni italiane producono innovazione: Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Lazio. Di queste, solo Piemonte ed Emilia Romagna hanno migliorato il proprio indice tra 2000 e 2006.
Eccola la realtà italiana: un Paese sostanzialmente arretrato con picchi assolutamente originali di eccellenza.

Cosa serve dunque per fare veramente innovazione in Italia? Serve un “ecosistema“, “un contesto aperto in cui si possano sviluppare idee senza pensare subito al ritorno economico”. E’ questa l’idea di Alberto D’Ottavi – animatore di Infoservi e collaboratore del Sole 24Ore – intervistato all’Innovation Forum di Milano insieme ad altri esperti dell’argomento: Amil Abirascid e David Oban.

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