Istat, irregolare un lavoratore su dieci

Seppure in calo, resta rilevante il numero degli occupati che non rispetta le norme fiscali e contributive

In Italia oltre il 10% degli occupati nel 2010 – ovvero circa 2,5 persone – ha lavorato in maniera irregolare. Il dato arriva da una ricerca realizzata dall’Istat, che ha pure reso noto il dato sul tasso di posti vacanti nelle imprese dell’industria e servizi nel secondo trimestre 2011. Indicazioni, queste, tutto sommato positive: nel periodo aprile – giugno 2001 il tasso si è attestato allo 0,9%, in crescita dello 0,2% rispetto al secondo trimestre 2010. In particolare il tasso dei posti vacanti è stato pari allo 0,7% nell’industria e all’1% nei servizi. Con un incremento medio dello 0,1%.
Per quanto riguarda gli irregolari, nel 2010 il mancato rispetto delle norme fiscali e contributive ha interessato 2,1 milioni di lavoratori (11,1% del totale) e 446mile autonomi (il 7,7% del totale). Comunque nel corso del 2010 gli irregolari sono calati di 196mila unità rispetto al 2009.

E il dato negativo si distingue nettamente dai lavoratori in nero, il cui numero è costantemente alto nonostante la crisi economica. Resta alto anche il numero delle persone che hanno il cosiddetto doppio lavoro: 4,8 milioni di casi. Anzi è proprio fra questa tipologia di lavoro che ci sono i maggiori casi di evasione fiscale e contributiva.
La percentuale di lavoro irregolare è alta in agricoltura (37,4% contro una media del 10,3%) e nei servizi (10,6%). Nell’industria si ferma al 5,7%.

Istat, irregolare un lavoratore su dieci