Islanda: la parità di salario fra uomini e donne è legge

L'Islanda al primo posto dei paesi europei per la parità di genere nel lavoro

In Islanda è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale la legge che prevede – sia nel campo privato sia in quello pubblico – l’obbligo di parità di retribuzione tra uomini e donne a parità di qualifica. E’ il primo paese al mondo ad adottare una normativa di questo genere.

Una legge praltro forte e coercitiva. I datori di lavoro, infatti, saranno sottoposti a controlli a sorpresa e dovranno fornire periodicamente la documentazione sufficiente per ottenere la certificazione ufficiale di azienda o istituzione che davvero rispetta la parità retributiva tra uomini e donne.

La parità di genere verrà verificata dalla Lögreglan (la polizia islandese), della polizia tributaria e anche dallo ‘Squadrone vichingo’, il reparto scelto delle forze dell’ordine. A spiegare il perché di questa legge il Ministro per gli affari sociali e l’uguaglianza, Thorstein Viglundsson. “Siamo decisi ad abbattere le ultime barriere retributive legate al gender in ogni posto di lavoro. La Storia ha mostrato che a volte se vuoi il progresso sei costretto a imporlo dall´alto contro chi vi si oppone”.

Dopo la protesta collettiva che migliaia di donne hanno sostenuto nel mese di ottobre dello scorso anno, le lavoratrici islandesi hanno ottenuto un risultato importante nella parità di genere. Ovviamente il divario retributivo tra donne e uomini non è ancora stato superato in maniera definitiva, ma secondo il Ministro dell’uguaglianza si vuole raggiungere un risultato efficace entro il 2020.

Nell’ultimo sciopero le donne islandesi avevano lasciato tutte il lavoro due ore e mezza prima della fine dell’orario quotidiano, tempo che grosso modo era calcolato come l’equivalente della differenza retributiva a pari qualifica a vantaggio dei colleghi maschi.

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