La crisi economica morde l’occupazione

Guglielmo Epifani ha recentemente lanciato l’allarme: “la recessione porterà a un’inevitabile disoccupazione” e propone “un rifinanziamento e l’estensione degli ammortizzatori sociali” E’ d’accordo con la proposta del segretario della Cgil?

Epifani trascura che le nostre piccole e medie imprese hanno molto bisogno delle banche in questi frangenti, specie se il loro fatturato calerà e le banche caleranno proporzionalmente i finanziamenti. Per quanto attiene invece alla riforma degli ammortizzatori  una cosa che va fatta è migliorare l’indennità di disoccupazione per i malcapitati coinvolti, sopratutto migliorando la formazione per riassicurare il posto di lavoro a chi momentaneamente l’ha perso. Così come avviene, con grandi risultati positivi, nei paesi nordici con la Danimarca in testa, spesso citati come esempio di positiva flexsecurity dal nostro giuslavorista più affermato e riformista: Pietro Ichino.

Cosa consiglia a chi sta cercando un’occupazione?

Consiglio di ricorrere al social network, proprio delle società più avanzate: collegarsi con le associazioni professionali, iscriversi, frequentarle, scoprire eventuali corsi di formazione gratuiti, luoghi di incontro tra persone di altre aziende che potranno esserti utili più avanti, iscriversi alle associazioni di ex alunni o di placement universitari;  non scoraggiarsi mai di cercare con serietà e determinazione nuove opportunità sul web tra i vari siti: Talent Manager, Catapulta, Clicca Lavoro e tanti altri.  Consiglio inoltre di visitare gli intranet aziendali delle imprese medio grandi (pensate che ci sono in Italia almeno 25.000 imprese con più di 50 dipendenti che nel loro job posting, evidenziano le posizioni scoperte), poi rammento i contatti con le agenzie di lavoro: sono un’ottantina e hanno in mano una bella fetta di mercato. Non mi stanco di ripetere che anche i posti “temporanei” hanno una loro importanza: permettono di entrare in azienda, dove spesso si viene confermati  tempo indeterminato, si conoscono dei colleghi che ti stimano, se vali e lo meriti, e magari quando cambieranno azienda si ricorderanno di te e potranno chiamarti per eventuali necessità. Poi ricordiamoci degli amici o dei colleghi del passato, cerchiamoli, chiediamo a loro dei contatti, qualche volta il passa parola è la strada giusta. E non dimentichiamo, infine, la carta stampata.

Quali settori, a suo avviso, accusano in modo minore le attuali difficoltà?

Probabilmente quelle legate alla cura delle persone ed al luxury, questo è sempre più un mondo mediatico ove la presenza a volte è molto importante!

(L.F.)

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