Interventi saltati, reparti chiusi. Caos in corsia per i nuovi orari dei medici

Situazione al collasso, medici in rivolta per turni rigidi e riposi imposti dalla Ue. E i pazienti iniziano a subirne le conseguenze

“E’ come un torneo di Risiko. Ma in alcuni casi riorganizzare il lavoro rispettando le nuove norme è materialmente impossibile, perché non c’è abbastanza personale. L’unica soluzione è lo sblocco del turnover: altrimenti non so come faremo ad andare avanti”. A parlare è Roberto Carlo Rossi, presidente dell’Ordine dei medici di Milano, e sul tavolo non c’è un gioco di strategia ma il funzionamento del sistema sanitario nazionale. Che dal mese scorso è nel caos. Il 25 novembre è infatti entrata in vigore la legge che recepisce in Italia la direttiva europea del 2003 sui turni e i riposi obbligatori dei camici bianchi, degli infermieri e degli ostetrici. In base alla quale nessuno deve lavorare più di 13 ore di fila e tutti hanno diritto a uno stacco di almeno 11 ore tra un turno e l’altro e a 24 ore consecutive a settimana di riposo.

La situazione è già al collasso: il nuovo orario della sanità sta portando il caos in molti ospedali. Decine le operazioni saltate, tantissime le unità operative accorpate o chiuse. E a subirne le conseguenze sono soprattutto i pazienti.

Come riporta Repubblica, a Vercelli, i sindacati denunciano il taglio di 90 posti letto da parte della Asl, per riuscire ad assicurare copertura con i nuovi turni. Il direttore generale ha replicato che l’operazione ha a che fare con una riorganizzazione, non con l’orario. Anche ad Avellino sono in vista tagli di reparti e a Salerno dal primo gennaio si fermeranno due ginecologie, una pediatria, una ortopedia e alcuni day hospital. Anche a Bari si aspettano accorpamenti, mentre in Umbria sempre la Cgil denuncia una situazione “in cui la legge viene rispettata con un utilizzo abnorme delle reperibilità. Secondo noi anche in modo non corretto”.

La nuova norma prevede sanzioni per chi non è in regola e a Siracusa gli ispettori del lavoro si sono già presentati in ospedale per fare i controlli. Con l’orario che si è accorciato e il lavoro che è rimasto lo stesso, c’è un solo modo per uscirne, assumere. “A dicembre i turni sono stati coperti in fretta e furia, a gennaio la situazione diventerà esplosiva – dice Massimo Cozza, segretario Cgil medici – Però ci vogliono risorse aggiuntive certe, non basta sperare solo ai risparmi delle Regioni”. Il riferimento è allannuncio del ministro alla Sanità Beatrice Lorenzin di arrivare all’assunzione di 6mila tra medici e infermieri grazie alle razionalizzazioni.

Ma oltre a problemi organizzativi e di personale, la nuova norma solleva dubbi professionali. Almeno per certe specializzazioni. “Il chirurgo, pena la decadenza assicurativa, deve riposare 11 ore dopo un turno – si chiede Corcione – Ma come può ignorare il problema di un paziente da lui operato se si manifesta proprio in quelle ore? Gli impiegati a fine turno possono davvero chiudere con il lavoro. Noi no. Questa legge va cambiata”.

Leggi anche:
Sanità, in arrivo tagli da 8 miliardi in 4 anni 
Sanità: ecco i 208 esami “non necessari” che pagheremo
Ticket sanitari a rischio aumento in 8 regioni. Ecco quali
Arriva la ‘Kill Pill’, eutanasia legale per chi ha compiuto 70 anni
Sanità: redditi e condizioni per ottenere l’esenzione dai ticket

 

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Interventi saltati, reparti chiusi. Caos in corsia per i nuovi orari d...