Inps senza vertice, Nori rinuncia. Ora è caos sul dopo Boeri

La decisione di Nori sarebbe la conseguenza dei continui ostacoli sollevati dai 5 Stelle alla sua nomina.

Da un mese l’Inps è senza guida, e ieri un nuovo colpo di scena ha fatto saltare la soluzione che sembrava imminente. Mauro Nori, candidato dalla Lega ad assumere il ruolo di sub commissario al fianco di Pasquale Tridico, candidato commissario dal M5s, ha deciso di farsi da parte. Lo rende noto lo stesso Nori.

“Ringrazio – afferma – tutte le persone che mi hanno manifestato la loro fiducia ma non sono disponibile ad assumere alcun incarico all’Inps. Auguro che l’Istituto riesca a superare brillantemente un periodo particolarmente difficile della sua lunga storia”. La decisione di Nori, già direttore generale dell’Inps dal 2010 al 2015 e attualmente consulente del ministro dell’Economia, oltre che consigliere della Corte dei Conti, sarebbe la conseguenza dei continui ostacoli sollevati dai 5 Stelle alla sua nomina.

Nori, che puntava a deleghe operative di rilievo, quando si è reso conto che non le avrebbe ottenute, ha gettato la spugna: “Non sono disponibile ad assumere alcun incarico all’Inps”. A questo punto la Lega dovrà trovare un nuovo nome, il terzo (prima di Nori aveva infatti rinunciato Francesco Verbaro), da affiancare a quello di Tridico. E possibilmente presto.

“Stiamo valutando alcuni nomi”, dice il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon. La scelta potrebbe cadere su un tecnico o un alto funzionario: una soluzione ponte, in attesa della conversione in legge del decretone su «reddito di cittadinanza» e «quota 100» che contiene anche la riforma della governance dell’Inps, con la reintroduzione di un consiglio di amministrazione a cinque. Del reasto era stata proprio la Lega a dare l’avviso di sfratto a Boeri spingendo uomini a lei vicini.

Sul rinnovo del vertice Inps “il tempo è ormai scaduto”. E’ quanto sottolinea all’Adnkronos il presidente del Civ dell’Inps Guglielmo Loy che chiede al governo “rispetto” per l’Istituto, i suoi lavoratori e tutti gli operatori che hanno bisogno di interagire con l’Inps. “Il Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inps -ricorda- ha già espresso la preoccupazione per l’assenza di un legale rappresentante, ed oggi sottolinea come il tempo sia ormai scaduto”. Perciò, ad avviso di Loy, occorre “rispetto per i milioni di pensionati, lavoratori ed imprese che attraverso i 230 miliardi annui di euro di contributi che versano, e che hanno versato, garantiscono gran parte del welfare del nostro paese. Rispetto per i lavoratori ed i dirigenti dell’Inps che si dedicano ad erogare servizi fondamentali. Rispetto per chi collabora con l’Inps, professionisti, patronati e Caf per accompagnare cittadini ed imprese alla richiesta di servizi e prestazioni”.

E ancora: “rispetto per i milioni di pensionati che devono ricevere la copia della certificazione unica dei redditi 2018 per produrre la propria dichiarazione dei redditi. Rispetto per chi aspetta le note di variazione al bilancio 2019 affinché esso sia aderente a ciò che l’Inps dovrà fare in questo anno a partire dalla gestione delle nuove regole sul pensionamento e sul reddito di cittadinanza”.

Inps senza vertice, Nori rinuncia. Ora è caos sul dopo Boeri