INPS, cresce ancora il precariato. Boeri: “Immigrati cruciali per sostenibilità”

Prosegue lo scontro a distanza fra il presidente dell'Inps e il ministro dell'Interno Salvini su migranti e sostenibilità del sistema previdenziale

(Teleborsa) – Gli immigrati sono cruciali per la sostenibilità del sistema pensionistico e servono misure che guardino al futuro. Con questi due messaggi il Presidente dell’INPS Tito Boeri nella relazione annuale al parlamento affronta i temi caldi, rispondendo anche alle critiche mosse dal vicepremier Salvini sulla questione dei migranti.

Il numero uno dell’Istituto di previdenza ha sottolineato che, pur tenendo in considerazione l’innalzamento dell’età pensionabile ed un aumento del tasso di partecipazione delle donne, per il futuro sistema pensionistico “è cruciale il numero di immigrati che lavoreranno nel nostro Paese”. Ciò a causa del continuoc “declino demografico” he rischia di non poter garantire ai giovano un futuro.

Boeri sollecita quindi il nuovo Governo a preoccuparsi del futuro, considerando non solo i numeri dell’immigrazione, ma anche quelli dei giovani che emigrano all’estero.”La fuga all’estero di chi ha tra i 25 e i 44 anni non sembra essersi arrestata neanche con la fine della crisi”, ha detto il numero uno dell’Istituto, segnalando che nel 2016 sono emigrate 115 mila persone, l’11% in più rispetto all’anno precedente.

IL SISTEMA PENSIONISTICO

La relazione INPS indica che, nel 2017, la popolazione di pensionati sfiora i 15,5 milioni e che i pensionati sotto 1.000 euro al mese sono 5,5 milioni, pari al 35,9% del totale., in leggero calo rispetto al 37,5 dell’anno prima. Per le donne questa percentuale sale al 44,8%. Fra le classi di reddito più alte (oltre 3 mila euro al mese) voi sono circa 1,1 milioni di pensionati pari al 7,2% del totale.

Il reddito di inclusione (REI) dovrebbe esser corrisposto a regime a 1,5 milioni di persone o 525 mila famiglie, pari al 29% dei circa 5 milioni di poveri assoluti con un esborso di 1,8 miliardi, ma – sottolinea Boeri – con risorse aggiuntive di 6,2 miliardi si riuscirebbe a coprire l’intera platea di poveri assoluti

Quanto al lavoro è sempre più “a tempo”. I lavoratori a  tempo determinato e apprendistato sono cresciuti di 1 milione +24%) nell’ultimo anno, passando da 3,7 milioni a 4,6 milioni anche per effetto dell’abolizione dei vouncher, mentre quelli a tempo indeterminato sono diminuiti da 14,1 milioni a 13,8 milioni.

La stima degli occupati della gig economy dovrebbe essere in un range di 583-753 mila, mentre i soli riders coprirebbero una parte limitata di questo segmento pari a poco più del 10% nonostante il dibattito si sia recentemente infiammato in quest’ultimo periodo.

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