INPS, Boeri rilancia: reddito minimo garantito sopra i 55 anni

Il neo presidente dell'istitutio previdenziale rilancia le proprie proposte

L’Inps presenterà il prossimo giugno una proposta per introdurre "un reddito minimo garantito per le persone tra i 55 e 65 anni". Lo ha detto il presidente Tito Boeri. "Non credo che dare loro un trasferimento, che sarà basso – ha aggiunto – le esponga al rischio di non mettersi in cerca di un lavoro". Si tratta di persone che "difficilmente trovano un nuovo impiego (solo il 10%)". "Sarei felice se il governo riuscisse a trovare le risorse per finanziare un reddito minimo garantito per tutta la popolazione", ha puntualizzato Boeri, sottolineando che la proposta per gli over 55enni "è complementare". Boeri ha evidenziato poi che con la crisi "abbiamo avuto una forte crescita di povertà per questa fascia di età".

Vedi anche:
Pensione anticipata, depositato il DDL sulla quota 100
Tetto pensioni: il calcolo dal 2015, le istruzioni INPS
Pensioni contributive, bomba sociale in arrivo
Pensioni: a maggio debutta la ‘busta arancione’. Ti dice quanto prenderai

"UNA QUESTIONE DI EQUITA’ – Boeri aveva avuto modo di affrontare l’argomento in più di un’occasione nelle scorse settimane. L’ultima volta negli studi tv Rai di Ballarò, aveva sottolineato che "uno dei problemi più seri che noi vediamo è quello della generazione tra i 55 e i 65". E aveva aggiunto: "Riteniamo che ci sono delle persone che hanno delle pensioni molto alte che non sono giustificate dai contributi che hanno versato durante l’intero arco della vita lavorativa. A mio giudizio c’è un problema di equità che andrebbe affrontato". In particolare – è l’ipotesi – "si può chiedere a queste persone di poter dare qualcosa per contrastare la povertà, soprattutto nella fascia 55/65 anni. Vogliamo per queste generazioni trovare un modo per contrastare la povertà e dare la possibilità di andare in pensione prima in modo ostenibile, quindi avendo una pensione più bassa". (Continua sotto)

LO STOP DI POLETTI – In realtà in ambienti governativi non è piaciuto più di tanto l’iperattivismo di Boeri, tanto che è stato proprio il ministro del lavoro Poletti a smentire Boeri soprattutto sul (temuto) prelievo dalle pensioni oltre una certa soglia (2.000 euro). L’Inps – ha detto il ministro rispondendo a un’interrogazione sulle proposte di riforma del sistema pensionistico delineate da Tito Boeri – è "uno strumento importante a supporto dell’azione del governo e del parlamento. Fa elaborazioni interessanti ma il lavoro comunque compete al governo". Il governo, con l’intervento del premier , ha detto il ministro Poletti, "ha già espresso chiaramente di non voler procedere in questa direzione nè all’interno della spending review nè per quel che riguarda un eventuale intervento in generale sulla previdenza".

INPS, Boeri rilancia: reddito minimo garantito sopra i 55 anni