Inps, bloccata la nomina di Tridico: “Problemi sui compensi”

Il ministro Tria blocca il decreto di nomina di Pasquale Tridico all'Inps al posto di Tito Boeri

L’Inps continua a essere senza guida né rappresentanza legale. Il decreto di nomina di Pasquale Tridico al vertice dell’Istituto al posto di Tito Boeri è ancora bloccato al ministero dell’Economia e delle Finanze.

Il M5S voleva chiudere la partita con la massima velocità possibile, anche in vista della partenza del Reddito di cittadinanza il 6 marzo. Ma la nomina si è arenata sulla scrivania del ministro Tria. Il motivo? Fonti governative suggeriscono che ci siano “problemi sui compensi”.

Il provvedimento, come riporta Repubblica, avrebbe dovuto assegnare al commissario Inps Tridico e al subcommissario Francesco Verbaro lo stesso stipendio del presidente uscente Tito Boeri: 103 mila euro lordi all’anno. Come chiarisce il decretone reddito-pensioni che contiene anche la norma con il ritorno del cda a 5 membri per Inps e Inail, la cifra andrebbe divisa per due. E invece pare sia stata attribuita a ciascuno, portando il totale a 206 mila euro. Sembra inoltre che Verbaro, ex dirigente del Lavoro con Sacconi, non voglia fare il subcommissario per più di uno-due mesi e di conseguenza non vorrebbe rinunciare agli altri incarichi che ha. E non si capisce se sia possibile o meno giuridicamente.

CHI SONO TRIDICO E VERBARO – Tridico, consigliere del vicepremier Luigi Di Maio e padre del Reddito di cittadinanza, dovrebbe prendere la guida dell’Istituto prima, come prevede il Decretone, nel ruolo di commissario, poi molto probabilmente in quello di presidente. Stesso discorso per Francesco Verbaro, già segretario generale del ministero del Lavoro e poi consigliere giuridico dell’allora ministro Maurizio Sacconi che in prospettiva, al termine del periodo di commissariamento dell’Istituito, dovrebbe essere nominato vicepresidente.

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