Infortunio domestico: a quanto ammonta l’indennità per casalinghe e lavoratori a distanza

A quanto ammonta l’indennizzo destinato a lavoratori a distanza e casalinghe in caso di infortunio domestico?

Il lavoratore che svolge un’attività lavorativa, può correre alcuni rischi. Ad esempio, può andare incontro a un infortunio, che può essere di lieve o grave entità.

Tuttavia, oltre ai dipendenti che prestano servizio in sede, dunque direttamente in un ufficio, ci sono anche coloro che lavorano a distanza. Tra questi rientrano i lavoratori che effettuano servizio in smart working o telelavoro, ma anche le casalinghe hanno diritto a un indennizzo in caso di infortunio.

Coloro che prestano servizio a distanza o anche i dipendenti con un contratto di telelavoro o smart working, devono essere assicurati, come tutti gli altri, su malattie professionali e infortuni che dipendono da rischi legati alla prestazione lavorativa svolta in casa. Se dunque l’infortunio in casa è connesso all’attività svolta, viene considerato come un normale infortunio sul lavoro e ad intervenire è l’istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro.

In questo caso, verrà corrisposta al dipendente dal datore di lavoro, un’integrazione dell’indennità che viene versata dall’INAIL in questo modo: i primi 3 giorni successivi all’infortunio, il dipendente riceverà il 60% della retribuzione che avrebbe percepito in caso di svolgimento del lavoro. Dal 5° al 20° giorno invece, gli verrà corrisposto il 90%, mentre dal 21° giorno in poi, riceverà il 100% dello stipendio giornaliero al netto.

Diversamente, se il dipendente interrompe il suo lavoro e subisce un infortunio mentre sta facendo pulizie in casa, l’INAIL non erogherà l’indennizzo. In questo caso si tratta di un infortunio domestico in quanto il rischio non è connesso alle mansioni lavorative svolte ed è l’INPS che indennizza l’infortunio non lavorativo come malattia. Questa condizione vale sia per i lavoratori dipendenti, sia per i collaboratori e i liberi professionisti con partita Iva.

Le casalinghe, per legge, devono assicurarsi contro possibili infortuni domestici nei seguenti casi:

  • svolgono questo lavoro per la cura della casa e dei suoi componenti;
  • possiedono un’età tra i 18 e i 65 anni;
  • prestano servizio in modo esclusivo e abituale;
  • non sono legate a vincoli di subordinazione.

L’assicurazione, tutela le casalinghe dal rischio degli infortuni, ma solo a determinate condizioni e se si verificano in luoghi specifici. I luoghi tutelati sono:

  • quelli che coincidono con l’abitazione in cui risiede l’assicurato e il suo nucleo familiare (comprese scale, terrazze del condominio);
  • residenze temporanee adibite per le vacanze, a patto che si trovino in Italia.

Inoltre, l’INAIL fornisce un indennizzo solo nei casi in cui l’infortunio:

  • è avvenuto per causa violenta;
  • si è verificato durante lo svolgimento di attività finalizzate alla cura della famiglia;
  • è connesso a piccoli lavori di manutenzione;
  • è legato alla cura di un animale domestico.

L’indennizzo viene erogato nel caso in cui l’assicurato abbia subìto un’inabilità permanente superiore al 27%, dunque l’inabilità temporanea o inferiore a questa percentuale, non viene risarcita. In seguito alla verifica da parte del personale medico dell’Istituto, e qualora venisse riscontrata un’abilità pari almeno al 27%, l’assicurato riceverà una rendita che va da un minimo di 186,18€ al mese (per un’invalidità del 27%), fino a 1.292,90€ mensili per un’invalidità del 100%. Il risarcimento da parte dell’INAIL avviene solo se l’assicurato è esonerato dal pagamento o se ha pagato il premio.

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