Inflazione percepita: tutto più caro

Gli italiani vedono aumenti in quasi tutti i settori


C’è l’inflazione effettiva e c’è pure l’inflazione percepita, cioè quella che si basa sulle sensazioni dei consumatori.
Questo secondo parametro è cresciuto notevolmente di importanza da quando è stato introdotto l’Euro, data la discrepanza tra i dati ufficiali e il sentire comune. I meccanismi per cui si verifica questa discrepanza sono oscuri, ma dato che è proprio l’inflazione percepita a influire poi sulle scelte d’acquisto degli italiani, ecco che la materia diventa oggetto di studio di per sé. Da un lato c’è quindi l’Istat. Ci dice che l’inflazione nel mese di ottobre è cresciuta “solo” dello 0,3% rispetto al mese precedente, attestandosi al 2,1% su base annua. Sono dati che correggono al ribasso le stime diffuse precedentemente, in cui si indicava un aumento mensile leggermente superiore: 0,4%. E’ quindi un aumento per così dire “fisiologico”.

Dall’altro lato c’è la vita reale e le sensazioni degli italiani, secondo cui fare compere è un vero e proprio bagno di sangue: tutto rincara, soprattutto gli alimentari, con l’esclusione dei prodotti di elettronica e, in parte, di telefonia.
E’ questo il risultato di una ricerca Ipr Marketing commissionata da Il Sole 24 Ore sull’inflazione percepita, in un periodo di rilevazione che va dal 2 al 4 novembre 2007.

Ma la percezione degli italiani non è poi così sbagliata. Si diceva infatti degli alimentari – cioè i beni di prima necessità – sul banco degli accusati. Secondo il 93% degli intervistati sono aumentati nel corso del 2007. Consumatori turbati anche dal costo dei trasporti: l’83% dei partecipanti al sondaggio pensa ci siano stati aumenti.
Ebbene, anche i dati dell’inflazione reale confermano che su base annua sono cresciuti soprattutto i prezzi di trasporti e alimentari (per entrambi +3,4%).

Tornando all’inflazione percepita, l’unico settore in chiara controtendenza è quello dell’elettronica di consumo: per il 24% degli intervistati, videocamere, fotocamere digitali, televisori e altri “device” sono addirittura calati di prezzo nel corso del 2007, mentre il 43% ritiene che siano rimasti uguali.

Prezzi più o meno stabili, secondo la maggior parte dei partecipanti al sondaggio (56%), anche nel settore della comunicazione (telefonia, Internet e via dicendo). Non così è stato invece per i servizi bancari e assicurativi: il 54% ritiene che ci siano stati comunque dei rincari, mentre solo il 3% pensa che i prezzi siano calati.
Sono due settori toccati dalla liberalizzazione di Bersani, evidentamente con esiti diversi.
Questo, almeno, percepisono gli italiani.

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