L’indennità di disoccupazione dei frontalieri Italiani potrebbe essere pagata dalla Svizzera

Buoni cambiamenti per i frontalieri italiani grazie ad un accordo tra Ue e Segreteria di Stato Elvetica

La situazione dei frontalieri italiani è da tempo oggetto di discussioni tra Italia e Svizzera, soprattutto su aspetti pensionistici e di assistenza al lavoratore.

Ora sembra esserci un cambiamento, a favore dei frontalieri, nelle regole del mercato del lavoro in Svizzera. I ministri degli affari sociali dell’UE hanno infatti raggiunto un accordo con la Segreteria di Stato dell’Economia Elvetica su un nuovo meccanismo per il versamento delle indennità di disoccupazione a favore dei lavoratori frontalieri.
Se fino ad oggi pagava il Paese di residenza, ora sarebbe quello in cui la persona lavorava e versava contributi da almeno un anno a pagare. Il testo dovrà essere approvato dal Parlamento e le conseguenze economiche potrebbero essere pesanti per la Svizzera, tanto che, nel corso di una riunione di comitato misto sulla libera circolazione, Berna aveva ipotizzato che un esborso di alcune centinaia di milioni di franchi.

Sergio Aureli, che si occupa di frontalieri per il sindacato elvetico Unia e favorevole alla modifica, ha affermato: “Questa misura comporterà un riequilibrio dei diritti all’interno del mercato del lavoro Svizzero e sarà uno strumento importante per la lotta al dumping salariale, vero cancro dell’economia. Laddove i diritti verranno riequilibrati la concorrenza tra manodopera non verrà più fatta, come noi auspichiamo da sempre, attraverso l’opportunità di pagarla meno ma unicamente attraverso la qualità della stessa”.

Di diverso avviso il consigliere generale della Lega dei Ticinesi, Lorenzo Quadri, che ha dichiarato: “La Commissione europea vorrebbe cambiare le regole del gioco a proposito della disoccupazione dei frontalieri. Oggi gli oltre 314.000 frontalieri che lavorano nel nostro Paese pagano i loro contributi in Svizzera, ma ricevono le indennità dallo Stato di residenza. In cambio la Svizzera versa ai Paesi di residenza dei frontalieri un indennizzo pari a 3 mesi di disoccupazione per chi ha lavorato meno di un anno o a 5 mesi per chi ha lavorato di più. I Cantoni con molti frontalieri, in prima linea il Ticino dove è attivo oltre il 20% del totale dei lavoratori provenienti da altri Paesi presenti su territorio nazionale, si troverebbero confrontati con la necessità di potenziare in modo importante gli uffici regionali di collegamento, facendosi carico dei rispettivi costi aggiunti”.

Quello sull’indennità di disoccupazione è solo uno dei punti sui quali i frontalieri si ritrovano a discutere. Nei giorni scorsi i lavoratori italiani impiegati in Canton Ticino hanno infatti discusso e ottenuto un altro risultato importante, ovvero di essere trattati come i colleghi svizzeri in caso di crisi aziendali che portino a riduzioni dell’orario di lavoro. Fino ad ora i frontalieri non avevano a disposizione infatti alcun tipo di ammortizzatore sociale, mentre ora la Segreteria di Stato dell’Economia Elvetica ha scelto di includerli nella disoccupazione parziale.

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