Le lauree più gettonate e i segreti per sedurre l’azienda

Infatti, continua il dott. Citterio,  «Le carenze che più spesso l’azienda riscontra nei neolaureati sono di ordine tecnico pratico (36,56%), seguite da deficit relazionali-emotivi (32,26%) e da inadeguatezze comportamentali (23,66%). Non a caso il tempo che intercorre tra l’esordio lavorativo e l’effettiva operatività del “neo”, nel 36% dei casi, oscilla dai 6 ai 12 mesi, ed è tra i più lunghi in Europa».

In base all’indagine svolta, cosa chiede il neolaureato all’azienda? «I giovani sono pronti a chiudere un occhio sulla busta paga (che è tutt’altro che bassa, attestandosi su una media di 23.000 euro annui) a fronte di formazione e crescita professionale: i “neo” capiscono la cosa più importante è saper gestire e sviluppare le proprie competenze, chiedono di concordare un programma di sviluppo individuale che fissi le tappe della futura carriera, e attribuiscono considerevole valore alle opportunità di job rotation, che permette loro di affrontare funzioni diverse».

Un consiglio per i giovani? «Non aspettare la laurea per affrontare il mondo del lavoro. Svolgere piccoli lavoretti, magari approfittando del lungo periodo di pausa estiva, è sempre un’esperienza preziosa».

Laura Ferrari

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