Covid, i contagi sono infortuni sul lavoro: cosa rischia l’azienda?

Secondo l'ultimo report dell'Inail, le denunce di contagio sul lavoro hanno superato le 54 mila a fine settembre: i rischi per le imprese

Secondo l’ultimo rapporto dell’Inail, le denunce di contagio sul lavoro da Covid-19 sono state 54.128 a fine settembre. Numeri che riguardano i lavoratori, ma anche le aziende: riaccendono infatti la discussione sull’opportunità di uno scudo penale per i datori di lavoro adempienti, rispetto al tema delle misure di prevenzione. Le norme da poco introdotte non escludono la responsabilità penale del datore, che vedrà riconosciuto il proprio comportamento lecito solo alla fine dell’eventuale procedimento.

Contagi sul lavoro, cosa dice la normativa

Il contagio da Covid-19 è stato equiparato all’infortunio sul lavoro dall’articolo 42 del D.L. n. 18/2020. Ciò significa che il lavoratore può ricevere la copertura assicurativa Inail, ma anche che l’imprenditore può avere conseguenze dal punto di vista penale per i reati di lesioni o di omicidio colposo, nel caso di decesso. Anche nel caso in cui abbia adempiuto a tutto quanto previsto da norme e regolamenti. I punti critici della normativa sono diversi: dalla verifica che il contagio sia avvenuto effettivamente durante le ore di lavoro al capitolo relativo agli asintomatici.

Covid sul lavoro, l’identikit dei positivi

La statistica ha evidenziato che i casi mortali per contagio da Covid-19 sono circa 1/3 dei decessi denunciati all’Inail dall’inizio dell’anno. Le vittime sono soprattutto gli uomini (84,0%), nelle fasce 50-64 anni (69,9%) e over 64 anni (19,4%), con un’età media dei deceduti di 59 anni.

Nell’89,3% dei casi si tratta di lavoratori italiani. Tra gli stranieri, i più colpiti sono quelli originari del Perù (17,6%), della Romania (14,7%) e dell’Albania (11,8%). Per quel che invece riguarda le infezioni denunciate, il rapporto tra i generi si inverte: il 70% sono donne. Mentre l’età media si abbassa a 47 anni.

Covid sul lavoro, più Nord che Sud

Dal punto di vista geografico, invece, il Nord resta quello più bersagliato come dall’inizio dell’emergenza coronavirus. Più della metà delle denunce presentate all’Inail arriva dal Nord Ovest (55,1%), subito dopo troviamo il Nord Est (24,4%). Quindi il Centro (11,9%), il Sud (6,2%) e le Isole (2,4%). Per quel che riguarda le vittime, il Nord Ovest ne ha fatte sin qui registrare il 56,7%: dopodiché il Sud (16%), il Nord Est (13,8%), il Centro (11,6%) e le Isole (1,9%).

La Regione più colpita è la Lombardia, col 35,2% dei contagi denunciati e il 41,7% delle morti. Tra le province con più contagi, invece, alle spalle di Milano (10,8%) ci sono Torino (7,8%), Brescia (5,4%) e Bergamo (4,6%).

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