In ufficio è guerra per l’aria condizionata: un impiegato su due è insoddisfatto

Negli uffici di tutto il mondo si litiga per l'aria condizionata. Interviene l'Oms: mai più di 7° di differenza dall'esterno

Negli uffici, d’estate, si consuma la tragedia tra chi ha troppo caldo e chi troppo freddo. Ad avere la peggio in questa battaglia sono i freddolosi. Il 56% deve indossare il pullover anche in agosto mentre “solo” il 42% delle persone percepisce la scrivania come una sauna.

Quella che diventa una vera e propria battaglia del termostato è anche una delle cause di maggiori liti negli uffici del mondo. Secondo una ricerca Usa, il 50% degli impiegati s’infuria ma resta insoddisfatto. E quindi stressato.

L’ESTATE SCATENA I CONFLITTI – Secondo una ricerca, solo il 26% dei dipendenti ritiene che il clima dell’ufficio sia adeguato. Il restante 43% si ritrova a combattere dolori da aria condizionata mentre il 21% vive in una sauna. Per il 40% dei dipendenti non c’è alcun modo di controllare il termostato e il condizionatore diventa una macchina infernale; solo il 24% riesce a cambiarlo fisicamente. E i battibecchi (come i dolori) aumentano con l’età. Mentre gli impiegati junior in qualche modo si adattano con una percentuale inferiore ad uno su tre che si lamenta, il 69% di quelli che hanno tra i 46 e i 55 anni perdono le staffe.

LITIGARE SUL TERMOSTATO COSTA 13 MILIARDI – Una ricerca condotta negli Stati Uniti nel 2015 ha mostrato che il 42 per cento dei dipendenti pensano che in ufficio faccia troppo caldo, il 56 per cento che faccia troppo freddo. In Gran Bretagna, tra spegnere e accendere il condizionatore o lamentarsi si perde il 2 per cento delle ore di lavoro, pari a tredici miliardi di sterline l’anno. In Australia, scrive la Bbc , il caldo asfissiante costa 6,2 miliardi di dollari. Eppure è un dato di fatto che temperature confortevoli, dai 23 ai 25 gradi, aiutino la produttività.

IL RE DI FACEBOOK TIENE IL TERMOSTATO A 15 GRADI – Mark Zuckerberg fa tenere il termometro a 15 gradi nelle sale conferenze, mentre alcuni studi della Cornell University, nello Stato di New York, hanno dimostrato che con 25 gradi si fanno meno errori: il 10 per cento, per essere precisi, contro il doppio a venti gradi. Il che spiega perché il presidente Barack Obama nello Studio Ovale mantenga una temperatura tale da “far crescere le orchidee”, come hanno riferito al New York Times persone a lui vicine.

QUAL È LA TEMPERATURA GIUSTA – L’Organizzazione Mondiale della Sanità sostiene che la temperatura ideale si aggiri tra i 18 e i 24 gradi. E dall’Inail arriva la minaccia: mai più di 7°C di differenza rispetto all’esterno.

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