In Islanda diventa legge la parità di salari tra uomo e donna

È entrata in vigore la norma che punta ad azzerare entro il 2020 le differenze di stipendio per uomini e donne

L’Islanda è il primo paese al mondo dove per legge vige la parità di stipendio tra uomo e donna. È scattata infatti la legge che impone a istituzioni pubbliche e private, aziende, banche e a qualsiasi datore di lavoro con piú di 25 dipendenti di assicurare pari retribuzione alle donne a pari qualifica con gli uomini, pena una sanzione.

La norma minaccia infatti multe fino a 50mila corone islandesi (circa 450 euro) per ogni caso di violazione dell’obbligo di parità retributiva a pari qualifica. L’applicazione sarà graduale: grandi aziende e istituzioni avranno tempo fino al 2020 per mettersi in regola, le più piccole fino al 2025.

Negli ultimi nove anni l’Islanda è sempre stata al primo posto della classifica del Global Gender Gap Report redatto dal World Economic Forum. Si tratta di un rapporto che tiene conto di indicatori come le opportunità economiche, la partecipazione alla vita politica, accesso alle cure sanitarie e aspettativa di vita tramite i quali valutare lo stato della “gender equality” in un determinato Paese.

Come sottolineo lo studio da tempo l’Islanda si è impegnata a intervenire con politiche a favore della parità di diritti tra uomo e donna, in particolare nei campi della partecipazione politica ed economica. La prima donna al mondo a essere eletta presidente della Repubblica nel 1980 è stata proprio una islandese, Vigdís Finnbogadóttir.

Nella top five del Global Gender Gap Report 2017 ci sono appunto Islanda (che ha colmato il divario tra uomo e donna all’88 per cento), Norvegia, Finlandia, Rwanda e Svezia. L’Italia, terzultima in Europa, è solo 82esima su 144 posizioni complessive, dopo aver perso ben 22 posizioni rispetto all’anno precedente.

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