Ilva, Bellanova fa chiarezza sui numeri. Calenda: “non sono previsti esuberi”

(Teleborsa) – Dopo lo stop alle trattative per l’Ilvatra Calenda e i sindacati, il vice ministro dello Sviluppo Economico, Teresa Bellanova, ci tiene a fare chiarezza sui numeri proposti dal Governo alle parti sociali. 

“Lo chiarisco ancora una volta: la proposta che il Governo ha presentato alle parti al tavolo di trattativa non lascia solo nessun lavoratore. Riepilogo: 10mila lavoratori a tempo indeterminato in AM; costituzione da parte di Ilva in AS e Invitalia – con l’apertura alla partecipazione di altri soggetti pubblici e privati – di una nuova società di servizi capace di assorbire non meno di 1500 lavoratori a tempo pieno. Parliamo dunque di almeno 11.500 lavoratori, a fronte dei 13mila 700 attualmente nei ranghi. Per i 2mila 200 lavoratori rimanenti, al netto di coloro che – incentivati – potrebbero optare per l’esodo volontario opportunamente sostenuto, la proposta di accordo contempla la permanenza – come abbiamo sempre assicurato – in Amministrazione straordinaria, fermo restando la priorità di eventuali passaggi in AM resi necessari dall’esigenza di assunzioni a tempo indeterminato. E questo anche alla luce di quello che le parti sociali hanno più volte rilevato, circa gli indici di produzione cui tende AM e dunque le esigenze occupazionali che tali indici comporterebbero”.

Teresa Bellanova lancia un accorato appello per la ripresa della trattativa anche “alla luce del lavoro fin qui svolto al tavolo nel corso di oltre 30 incontri e che ha registrato l’accordo sulla parte fissa del trattamento economico: riconoscimento del contratto collettivo nazionale, mantenimento integrale della parte fissa della retribuzione, inclusi il premio di risultato economico e quello di risultato operativo. Oltre che, come si indica al primo punto dello schema di accordo, sul riconoscimento sostanziale dei diritti pregressi che il passaggio in AM comporterebbe per i lavoratori, a fronte di una discontinuità solo formale”.

Il Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, che ha passato il dossier Ilva al nuovo Governo, ha ribadito l’assenza di esuberi. Rispondendo al segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, Calenda ha ripetuto: “non solo non sono previsti esuberi ma a tutti i lavoratori è garantito un posto a tempo indeterminato con le stesse condizioni retributive e normative attuali. Il Governo è intervenuto dopo 32 incontri infruttuosi tra impresa e sindacati perché Ilva sta esaurendo la cassa e i cittadini italiani l’hanno già supportata con 900 milioni di euro. Andare avanti all’infinito non facendo mai un passo avanti non si può. Ne si può pensare che, come il caso Alitalia che Barbagallo conosce bene, il conto lo paghino sempre i cittadini. Liberi i sindacati di non firmare ma importante dare informazioni corrette ai lavoratori”.

Il ministro risponde a tono anche al segretario confederale della Cgil, Maurizio Landini. “Il governo ha svolto 32 incontri con le parti sociali su Ilva. Maurizio Landini ha partecipato a meno di un quarto di essi. Parafrasandolo direi meno ideologia, chiacchiere, talk show e più presenza ai tavoli istituzionali con argomenti solidi e disponibilità a trattare”.

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