Il Reddito di Cittadinanza scalda i motori: domande al via da domani, primi pagamenti a maggio

La misura bandiera del Movimento 5Stelle indossa l'abito della festa in vista del debutto. Ma il percorso di inserimento al lavoro è ancora un rebus

E’ senza dubbio la misura più attesa da una bella fetta di persone che, con la crisi che non ne vuole sapere di mollare la presa, deve fare i conti suo malgrado con una realtà fatta di difficoltà economiche e incertezze sul futuro. 

Stiamo parlando del Reddito di Cittadinanza, provvedimento fortemente voluto dal Movimento 5Stelle e sostenuto dal suo leader, Luigi Di Maio che da mesi ormai dedica forze ed energie per presentare e difendere uno strumento, a suo dire fondamentale, nel contrasto alla povertà, vero nemico da battere. In questi mesi il dibattito che lo riguarda è entrato nella nostra quotidianità ma ormai ci siamo. Polemiche archiviate, il Reddito scalda i motori e indossa l’abito della festa in vista del debutto. 

DOMANDE AL VIA DA DOMANI, PRIMI PAGAMENTI A MAGGIO – E’ domani, mercoledì, 6 marzo, la data da cerchiare in rosso, perché, da quel momento, chi ne ha diritto, potrà presentare domanda per ottenere il sussidio. I primi “bonifici” arriveranno invece a maggio. L’attesa tra la richiesta e l’erogazione non deve superare i trenta giorni, ma, in fase di prima applicazione, non è da escludere uno slittamento.

I NODI ANCORA DA SCIOGLIERE – Ma resta qualche nodo da sciogliere come ad esempio la parte del decreto che lega il sussidio all’inserimento al lavoro. Il beneficiario dovrà firmare una dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro -insieme ai componenti maggiorenni e non occupati della famiglia che non siano in pensione o impegnati in percorsi di studio – ma non è ancora chiaro come sarà possibile avviarlo ad un’occupazione.

Si cerca ancora la quadra sull’accordo con le Regioni sul ruolo dei navigator e quindi il bando per l’assunzione delle figure chiamate, nelle intenzioni del Governo, a far da guida ai percettori nell’inserimento al lavoro.

LE PERPLESSITA’ DELLE OPPOSIZIONI – Inutile nasconderlo, il reddito di cittadinanza è finito spesso e volentieri sotto il fuoco di fila delle opposizioni che hanno stroncato più volte la misura, bollandola come un disincentivo al lavoro piuttosto che come una misura di contrasto alla povertà. 

 

 

 

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