Il ministero dell’Interno cerca un addetto stampa. Ma non lo vuole pagare

Quanto offre il ministero dell'Interno di Alfano per un giornalista professionista? Zero euro. Il candidato deve lavorare per un anno gratis

L’incredibile bando del Viminale: cercasi giornalista professionista che si occupi di immigrazione, referenziato, con esperienza pluriennale e una ottima conoscenza dell’inglese. In tempi di crisi un’offerta di lavoro allettante, se non fosse che la sorpresa è dietro l’angolo. Quanto offre il ministero dell’Interno di Alfano per questa posizione? Zero euro. Il candidato deve lavorare per un anno gratis.

È tutto nero su bianco, altrimenti sarebbe difficile crederci. E non è un errore di stampa: all’articolo 5 del bando, c’è scritto: “L’incarico dovrà essere svolto a titolo assolutamente gratuito”.

L’OFFERTA-  Chi verrà scelto dovrà occuparsi della “individuazione e adozione delle forme innovative di comunicazione che aumentino l’efficacia e la trasparenza nei confronti degli utenti” e della “valorizzazione delle attività relazionali, sociali e culturali della Direzione centrale”. In pratica un addetto stampa in piena regola, con qualifiche precise, come l’inglese fluente, l’iscrizione all’albo dei giornalisti professionisti e “almeno 3 anni di esperienza lavorativa documentabile” a fronte di un compenso inesistente. In pratica un bagaglio di esperienza notevole, in cambio di nulla, come fosse una prestazione di volontariato.

FNSI: “INACCETTABILE, RITIRATE QUEL BANDO”- Un anno gratis senza possibilità di carriera futura, con mansioni di rilievo, volontarie, gestite da chi è un giornalista professionista a tutti gli effetti. Resta da capire quanto sia compatibile una carica simile con le regole previste nell’ordine professionale nonché come sia inquadrato un simile ruolo senza alcun pagamento con le leggi vigenti previste nella pubblica amministrazione.

L’Fnsi, il sindacato dei giornalisti, in una nota firmata dal segretario Raffaele Lorusso e dal presidente, Giuseppe Giulietti, definisce il bando “offensivo e inaccettabile”, “da ritirare immediatamente”: “L’attività giornalistica, al pari di tutte le altre attività professionali, non può mai essere a titolo gratuito – scrivono dall’Fnsi. Il bando pubblicato dal ministero dell’ Interno offende il decoro della professione giornalistica e la dignità di migliaia di giornalisti che aspirano ad una occupazione stabile e ad una retribuzione adeguata. Per queste ragioni è auspicabile che venga immediatamente ritirato”.

LA PROTESTA SUI SOCIAL –  Sui social monta la protesta a suon di hashtag #lavoraregratis. “Il bando dello scandalo”, lo chiamano su Twitter, dove qualcuno scrive: “Ho dovuto leggere e rileggere il bando, credevo fosse uno scherzo“.

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