Il “disagio sociale” sale ai massimi da circa 1 anno

(Teleborsa) – L’economia italiana mostra una ripresa stentata e, benché i consumi ed il potere d’acquisto delle famiglie siano aumentati, la situazione si rivela ancora piuttosto nebulosa ed il mercato del lavoro non accenna una ripresa apprezzabile. Questo contribuisce all’aumento della povertà e dell’area del disagio sociale.

Lo rivela l’ultima indagine della Confcommercio, che mensilmente elabora l’indice del sisagio sociale: il Misery Index a febbraio è salito a 20,5 punti (+0,4 punti rispetto a gennaio), portandosi ai massimi da maggio 2015 e proseguendo nella tendenza all’aumento delineata negli ultimi dodici mesi.

L’andamento registrato negli ultimi mesi dipende esclusivamente dalla componente prezzi la cui variazione, per i beni ad alta frequenza d’acquisto, è passata dal -1,1% di marzo 2016 al +3,2% di febbraio 2017, il valore più elevato da dicembre 2012, a causa del permanere di tensioni inflazionistiche nelle aree degli alimentari freschi e dei carburanti. 

Per contro, sempre nello stesso periodo, la disoccupazione estesa è scesa di mezzo punto, sintesi di una stabilizzazione della componente ufficiale e di una riduzione di quella relativa alla CIG ed agli scoraggiati. 

Anche se le tensioni sui dovessero diminuire nei prossimi mesi, l’inflazione continuerà a svolgere un ruolo negativo sul reddito disponibile delle famiglie. Per ridurre l’area del disagio sociale e consolidare i timidi segnali di ripresa della fiducia emersi a marzo, ridando un po’ di slancio ai consumi, per l’Ufficio Studi di Confcommercio è necessarioche “l’occupazione cresca a ritmi più sostenuti rispetto a quanto rilevato negli ultimi otto mesi”.

Il “disagio sociale” sale ai massimi da circa 1 anno